Indagini ricostruiscono i due incendi dolosi tra 2024 e 2025
I Carabinieri di Umbertide hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di un ventenne del posto, ritenuto responsabile di due episodi di incendio doloso che, a distanza di quasi un anno l’uno dall’altro, avevano colpito autovetture parcheggiate in aree pubbliche della città. I fatti risalgono al giugno 2024 e all’aprile 2025, con danni estesi anche ad altri veicoli presenti nelle immediate vicinanze.
Il provvedimento, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari di Perugia, impone al giovane l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e la permanenza notturna presso la propria abitazione. Una misura ritenuta necessaria alla luce della gravità dei fatti e della personalità dell’indagato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti vicende giudiziarie.
Le indagini, scrive il Procuratore Raffaele Cantone, erano partite subito dopo il primo incendio, ma hanno trovato un punto di svolta solo dopo il secondo episodio, quando i militari hanno individuato elementi comuni nelle modalità di esecuzione: in entrambi i casi il fuoco era stato appiccato utilizzando liquidi infiammabili, circostanza che ha orientato gli investigatori verso un’unica mano responsabile. Parallelamente, gli accertamenti hanno evidenziato legami personali tra i proprietari delle auto coinvolte, un dettaglio che ha rafforzato l’ipotesi di un movente non casuale.
Un contributo decisivo è arrivato dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle zone interessate. In particolare, nel secondo episodio, le immagini di una stazione di servizio hanno ripreso un giovane, con il volto coperto, mentre riempiva una bottiglia di plastica al self-service pochi minuti prima del rogo. Nonostante il tentativo di nascondere l’identità, gli investigatori hanno riconosciuto la persona ripresa, collegandola all’indagato.
La successiva perquisizione domiciliare, autorizzata dall’autorità giudiziaria, ha permesso di recuperare gli stessi capi di abbigliamento indossati dal giovane nelle immagini della stazione di servizio, un riscontro considerato di forte valore indiziario.
A completare il quadro è stata la testimonianza di una ragazza che aveva avuto una relazione con il ventenne. La giovane ha riferito che il ragazzo avrebbe rivendicato il primo incendio e avrebbe motivato il secondo episodio come conseguenza della fine del loro rapporto. Le auto colpite appartenevano infatti a figure centrali nella vita familiare della ragazza: la prima al padre, la seconda al compagno della madre, circostanza che ha orientato gli investigatori verso un movente legato a rancori personali.
Il ventenne, interrogato secondo le procedure introdotte dalla riforma Nordio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il Gip, valutando l’insieme degli elementi raccolti, ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza per entrambi gli episodi, qualificati come danneggiamenti seguiti da incendio, disponendo così la misura cautelare attualmente in vigore.
L’indagine prosegue per definire ogni ulteriore dettaglio utile alla ricostruzione completa dei fatti e alla verifica di eventuali responsabilità aggiuntive.

Commenta per primo