MEREDITH, AMANDA “CONDANNA ORRIBILE, COME TRAVOLTA DA UN TRENO”

Meredith: Italia sotto accusa a Strasburgo per Amanda E' stato dalla accolto Corte europea dei diritti umani in via preliminare il ricorso contro l'Italia presentato da

Processo bis Meredith, giornata della sentenzaROMA – Amanda Knox non si rassegna all’idea di una possibile estradizione in Italia, qualora la sua condanna venisse confermata in Cassazione. Un giudizio di colpevolezza sarebbe “una catastrofe”, ha dichiarato la 26enne americana in una serie di interviste (tra cui Guardian e Bbc Nightline) registrate prima della condanna a 28 anni pronunciata dalla Corte d’assise d’appello di Firenze. Amanda ha chiesto al governo americano di opporsi a un’eventuale domanda di estradizione: “Di certo non tornerei in Italia volontariamente”, ha avvertito, “dovranno prendermi mentre urlo e scalco e gettarmi in una prigione in cui non merito di stare, mi batterò per la mia innocenza”. Amanda si è anche detta preoccupata per Raffaele Sollecito. Dopo aver smentito che l’ex fidanzato le avesse chiesto di sposarlo per acquisire la cittadinanza americana, ha spiegato che lui “si sente abbandonato dal suo Paese” e ha lamentato che “è una vergogna che non ci siano più persone a battersi per proteggerlo”. E se Sollecito dovesse scontare la pena mentre lei se ne resta negli Usa? “Questo mi renderebbe pazza”, ha risposto la giovane americana, “non so cosa potrei fare, ma lo farei. Ci sarebbero azioni e ci sarebbero grandi proteste per questo”.

Qualora la Corte di Cassazione dovesse confermare la condanna a 28 anni e sei mesi di carcere per Amanda Knox, l’Italia ne chiederebbe l’estradizione agli Stati Uniti. Con quali possibilità di successo? Al caso si applicherebbe il Trattato con gli Stati Uniti entrato in vigore nel 1984 che prevede l’estradizione nel caso di condanne a più di un anno di carcere per reati che siano considerati tali anche negli Usa. Dal Trattato sono esclusi i reati di tipo politico o militare, come fu ad esempio per la strage alla funivia del Cermis per cui Washington negò l’estradizione dei piloti del Prowler, ma ovviamente la condanna di Amanda non rientra in questa fattispecie. Un illustre giurista come Alan Dershowitz, docente a Harvard, ha dichiarato alla Nbc che in caso di condanna definitiva l’estradizione è probabile: “Siamo il Paese che chiede più estradizioni al mondo e dovremmo rifiutarla per una persona condannata per omicidio? E’ comunque la seconda volta che viene condannata”. L’unico ostacolo all’estradizione, peraltro già adombrato dai legali della Knox, potrebbe essere rappresentato dal “double joepardy”, il principio della Common Law recepito dalla Costituzione americana per cui un accusato non può essere giudicato due volte per lo stesso reato. Amanda era già stata condannata a 26 anni in primo grado e poi assolta in appello, sentenza poi annullata dalla Cassazione che ha chiesto un nuovo processo conclusosi con la condanna a 28 anni e sei mesi. Gli avvocati potrebbero argomentare che, con la pronuncia definitiva della Cassazione, la giovane americana sarà passata di fatto attraverso cinque gradi di giudizio. Se in base a questo principio Amanda non venisse estradata, eventualità tutt’altro che remota viste anche le pressioni dell’opinione pubblica americana, l’Italia avrebbe sempre la possibilità di chiedere che la pena venga scontata nelle carceri americane.

Per Amanda Knox la notizia della nuova condanna per l’omicidio di Meredith Kercher è stata come “essere travolta da un treno”: lo ha raccontato lei stessa nella sua prima intervista alla Anc dopo la sentenza della Corte d’assise d’appello di Firenze. “Non potevo credere a quello che stava succedendo”, ha spiegato in lacrime la 26enne di Seattle, “aspetto le motivazioni, ma è stata una cosa orribile. Ora ho bisogno dell’aiuto di tutti”. “La mia prima reazione è stata: “Oh no, questo è sbagliato, non è possibile, è una cosa orribile”, ha insistito Amanda, che indossava una maglietta rosa e aveva i capelli corti. Quanto alla possibile estradizione in Italia, ha ribadito che si opporrà con tutte le sue forze: “Non sono preparata, non potrò mai desiderare di tornare in quel luogo, ma aspetto di leggere le motivazioni. Voglio combattere fino alla fine”. La giovane americana ha confermato di aver inviato attraverso gli avvocati una lettera ai familiari di Meredith: “Auguro a loro ogni bene”, ha dichiarato.

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