I carabinieri salvano la vita a una donna, rischiava di morire dissanguata

I carabinieri salvano la vita a una donna, rischiava di morire dissanguata

Hanno salvato la vita a una donna di ottant’anni. Il vicebrigadiere Mauro Tabarrini e l’appuntato scelto Marco Machetti dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Todi, hanno evitato che la donna morisse in seguito a un grave infortunio domestico. A dare l’allarme al numero unico d’emergenza i familiari dell’anziana.

Stato di incoscienza

L’ottantenne era in stato di incoscienza, con una grave ferita al braccio. I due militari sono arrivati sul posto e veniva detto che la donna era morta. I militari hanno trovato l’anziana distesa sul pavimento, ferita gravemente a un braccio e con perdita di sangue, ma non si sono persi d’animo.

Manovre di primo soccorso

I carabinieri hanno attivato le manovre di primo soccorso, poggiando due dita sul collo della donna, all’altezza della giugulare, hanno accertato che ci fosse ancora il battito. Poi, le hanno stretto una cintura al braccio ferito, riducendo così l’ampia fuoriuscita di sangue.

La donna dava lievi segni di vita e i militari hanno richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, mentre continuavano le operazioni di primo soccorso. I sanitari hanno portato la donna all’ospedale di Perugia, dove l’anziana è stata subito sottoposta a un intervento chirurgico che ha ricostruito i tessuti danneggiati e ridotto la ferita.

Elogi ai carabinieri

Il personale sanitario del 118 intervenuto e successivamente il medico del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Perugia, alla telefonata dei militari dell’Arma per sincerarsi sulle condizioni cliniche dell’anziana donna, hanno riferito che l’operato dei Carabinieri aveva – ragionevolmente – evitato la morte per sanguinamento della donna.

Lettera trasmessa ai superiori

Il dirigente medico del 118, con una lettera trasmessa ai superiori dei militari intervenuti, ha elogiato l’operato dei militari, precisando che «questi ultimi avevano eseguito tecniche e manovre sanitarie fuori dal loro compito primario, in maniera determinante, per consentire che la paziente raggiugesse viva la sala operatoria».

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*