Fucile a pallettoni nel bosco, pronto a sparare a chiunque fosse passato

Comportamento criminale, WWF, cacciatore o bracconiere?

 
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Fucile a pallettoni nel bosco, pronto a sparare a chiunque fosse passato

Fucile a pallettoni nel bosco, pronto a sparare a chiunque fosse passato

di Sauro Presenzini*
Follia omicida di un seguace di Diana, già sanzionato per ben due volte dalle Guardie del WWF nel passato, la prima volta gli è stato sequestrato il fucile e sanzionato per aver cacciato senza avere con se il porto d’armi, la seconda volta per aver costruito un appostamento non autorizzato, alto 12 metri in mezzo al bosco, anch’esso sequestrato, assieme ad un altissima scala in alluminio.

Ora, non contento del suo nutrito “biglietto da visita” garibaldino, ha pensato bene di caricare un fucile a pallettoni per catturare il cinghiale, posizionarlo in mezzo al bosco (lungo un sentierino dove aveva predisposto con delle esche per attirare il selvatico), impostando lo sparo, attraverso un meccanismo tanto semplice quanto ingegnoso.

Aveva fissato un filo da pesca (pressoché invisibile) al grilletto del fucile, mettendolo in tensione e posizionando il filo per tutta la larghezza del sentiero, in maniera tale che chiunque lo avesse toccato, ne avrebbe provocato lo sparo.

La munizione spezzata, caricata a pallettoni, a distanza ravvicinata, non avrebbe lasciato scampo sia al cinghiale, …ma anche a qualsiasi persona l’avesse involontariamente attivato.

Da notare che, se anche i pallettoni non avessero colpito parti vitali, avrebbero comunque certamente provocato la morte della persona per intervenuta emorragia, in quanto a quella distanza ravvicinata, il colpo inevitabilmente, avrebbero reciso probabilmente le arterie e/o vene femorali o tibiali, colpendo all’altezza della coscia, polpaccio.

I soccorsi, anche se tempestivi, non avrebbero potuto far niente per raggiungere la zona impervia, non facilmente rintracciabile. Un emorragia di arterie importanti, non lascia scampo, nemmeno se tamponata in pochi minuti.

Il comportamento criminale di questo cacciatore, molto conosciuto a Gualdo Cattaneo, é oggetto di animate discussioni nei circoli e nei bar, di cui tutti ben conoscono nome, cognome, età ed indirizzo, ma anche di grasse risate, visto che il fucile con la matricola dell’arma regolare, di fatto, “aveva lasciato l’indicazione di un nome e un cognome”.

Il WWF di Perugia, come ormai da anni succede in maniera sistematica, tramite il proprio legale Avv. Valeria Passeri, si costituirà parte civile nel processo.

Mai, MA PROPRIO MAI però, le associazioni venatorie fanno altrettanto, eppure …proprio loro, dovrebbero essere le prime danneggiate da comportamenti irresponsabili quanto criminali. Come mai!?? E basterà etichettarlo come bracconiere, per lavarsi la coscienza!!!

Come mai le associazioni Venatorie nei processi che riguardano i propri associati, sono sempre assenti come nel caso di due giovanotti del posto, guarda caso sempre a Gualdo Cattaneo, cui i Carabinieri del M.llo Savastano, hanno ritirato armi e licenza di caccia, perché a loro dire, le avrebbero “perse” in mezzo al bosco omettendone la diligente custodia? Processo che doveva celebrarsi a i primi giorni di maggio, ma rinviato per covid 19.

NELLE FOTO SOTTO.
Un tubo/fucile rudimentale, costruito con dei tubi dell’acqua MANESMANN, usato dai bracconieri ed impostato con lo scatto e sparo al passaggio della preda, …o persona!

*Presiente WWF

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