Foto con il drone in Norvegia, arrestato patron di Antognolla
Andrea Yakunin, imprenditore di doppia nazionalità russo-britannica, proprietario del Castello di Antognolla di Perugia e dei relativi 600 ettari di tenuta, è stato arrestato dalle autorità norvegesi con l’accusa di aver pilotato illegalmente un drone sul Paese scandinavo, nell’arcipelago artico delle Svalbard.
Lo conferma il suo stesso team legale spiegando che “Andrey Yakunin è stato arrestato dalla polizia norvegese per aver fatto volare dei droni presso le Isole Svalbard. Ha utilizzato un drone a scopo ricreativo durante il suo viaggio di vacanza alle Isole Svalbard alla fine di agosto. Ha ammesso di aver utilizzato i droni solo alle Isole Svalbard. Non ha ammesso di essere colpevole e non è stato incriminato. Andrey è appassionato di natura, fotografia e sport estremi, come si evince dalla sua attività sui social media – continua il suo team legale –, è cittadino britannico e sta collaborando pienamente con le autorità per fornire tutte le informazioni necessarie sulle normali attività turistiche della sua vacanza in barca. Ci auguriamo che la polizia concluda le indagini molto presto”.
La Norvegia ha vietato ai russi di sorvolare il suo territorio con droni o aerei dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca e le Isole Svalbard sono nel cuore dell’Artico tra Norvegia e Russia. L’intelligence norvegese ha avviato le indagini in merito agli avvistamenti di droni vicino a siti infrastrutturali chiave del paese. Sette cittadini russi sono stati arrestati nelle ultime settimane per aver pilotato droni o aver scattato fotografie di siti sensibili in Norvegia.
Andrea Yakunin è considerato uno dei maggiori investitori russi in Umbria.
La nota ufficiale di Antognolla:
Stava compiendo una traversata in barca con una spedizione artica e utilizzava i droni per scopi naturalistici, legati alla sicurezza del gruppo Andrey Yakunin, quarantasettenne di origine russe ma con passaporto della Gran Bretagna arrestato dalle autorità norvegesi con l’accusa di averlo pilotato nell’arcipelago artico delle Svalbard. A precisarlo è la proprietà del castello di Antognolla, complesso con un resort e residence di lusso sulle colline perugine del quale è a capo del consiglio di amministrazione. Yakunin vive spesso a Perugia. Antognolla spa, ha inviato una lettera a investitori e Istituzioni per chiarire la situazione. “Ci teniamo molto a fare piena chiarezza su quanto accaduto” si sottolinea nel testo. “Come saprà – è detto ancora nella lettera – Andrey è appassionato di natura, fotografia e sport estremi, come sanno tutti quelli che lo conoscono e come è noto da tempo anche pubblicamente. Gli piace anche fare fotografie ed era già stato in una spedizione in Norvegia già qualche anno fa, come si può facilmente verificare dalla sua attività sui social media”. Quindi la ricostruzione della traversata in barca con la spedizione artica e l’uso dei droni “per controllare la rotta e verificare la presenza di orsi polari, come è comune nelle spedizioni artiche”. “Avendo anche la cittadinanza britannica – scrive ancora Antognolla -, Andrey pensava che le restrizioni sull’uso dei droni non si applicassero a lui. Ad ogni modo Andrey sta collaborando pienamente con le autorità per fornire tutte le informazioni necessarie per fare piena chiarezza sul caso. Siamo certi che l’equivoco venga rapidamente risolto per poter proseguire con serietà e serenità l’importante lavoro che stiamo portando avanti per il nostro territorio e per il Paese”.
Aggiornamento notizia
https://www.umbriajournal.com/cronaca/rilasciato-il-russo-andrey-yakunin-patron-di-antognolla-489960/

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