Esplosione Via degli Arroni sfollati senza casa, nostra intervista

 
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Esplosione Via degli Arroni sfollati senza casa, nostra intervista

Esplosione Via degli Arroni sfollati senza casa, nostra intervista

Di Rossano Pastura

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“Da domani mattina, ci è stato comunicato dagli uffici del Comune di Terni, dovremmo lasciare l’albergo che ci ospita e non sappiamo dove andare”. E’ questo il succo della lettera (che abbiamo ricevuto in redazione), inviata al sindaco di Terni dagli abitanti della palazzina di via degli Arroni a Terni, distrutta dell’esplosione del 28 dicembre scorso.

Abbiamo raggiunto telefonicamente una delle persone interessate direttamente da questa vicenda, la signora Patrizia Salotti, che dalla sera del 28 dicembre, vive fuori del suo appartamento.

Signora Patrizia, innanzitutto come sta?

“Bhe, sono preoccupata, triste e se devo dirle, anche un po’ stanca di tutta questa situazione. Siamo vittime del comportamento irresponsabile di alcune persone e per colpa loro ci troviamo a dover affrontare una situazione molto complicata di cui non si intravede la soluzione. Siamo persone normali, non ci siamo aftti prendere dalla disperazione ed abbiamo reagito cercando una soluzione al problema, ma ora siamo stanchi”.

Signora Patrizia, abbiamo letto il vostro appello al sindaco di Terni, Leonardo Latini, ci può raccontare come siete sistemati in questi giorni?

“Dal giorno successivo all’esplosionesiamo ospiti di un albergo di Terni, messoci a disposizione dal Comune per affrontare la fase emergenziale. Avevamo avuto rassicurazioni che sarebbe stata una sistemazione provvisoria in attesa che ci fosse assegnata una sistemazione migliore, ma ad oggi nessuna notizia di questo. Anzi, da domani mattina dovremmo anche lasciare l’albergo e non sappiamo dove andare”.

Quante persone siete in questa situazione?

“Eravamo in 5, io, un uomo anziano di 88 anni che non parenti diretti, un altro uomo in pensione e la coppia di giovani sposi, Francesca e Francesco, che per fortuna, grazie all’intervento dell’Associazione “Luci per Terni”, avranno a disposizione un appartamento dove andare a vivere. Anche per loro si tratta di una corsa contro il tempo”.

In questo periodo, con chi avete avuto contatti?

“Con il Sindaco e alcuni funzionari del Comune. Proprio questi, il 31 dicembre, ci hanno chiamato rassicurandoci che entro il 3 gennaio avremmo avuto un posto dove andare, pagando un canone d’affitto concordato, come è giusto che sia. Ad oggi però tutto questo non si è realizzato. Abbiamo avuto una proposta da parte dei servizi sociali del comune, ma si trattava di sistemazioni che non oso definire indecorose”.

Nel vostro caso, potete aspettarvi un risarcimento per i danni subiti? E l’Ente locale ha precise responsabilità a riguardo?

“No purtroppo. Dal Comune ci hanno detto che la questione riguarda una vicenda fra privati; non è come un terremoto, in questo caso c’è una specifica responsabilità da parte dei due cittadini stranieri, che per incoscienza hanno messo in pericolo la vita di tante persone e hanno distrutto completamente la nostra esistenza. Dovremmo fare rivalsa su di loro, ma trattandosi di persone senza lavoro, senza nessun bene, apparentemente indigenti, su chi e su cosa potremmo fare rivalsa?”.

Cosa è riuscita a salvare dal suo appartamento?

“Solo pochi effetti personali, qualche vestito e poco altro. Grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, siamo riusciti a recuperare il minimo indispensabile a passare questi giorni. I miei mobili, che per fortuna si sono salvati, sono ancora lì e non potrò prenderli fin quando la casa sarà sottoposta a sequestro”.

Cosa pensa di fare adesso?

“Sono in una situazione difficile, sono senza lavoro ed ora anche senza casa. Ho individuato autonomamente alcuni appartamenti, ma anche se riuscissi a prenderne uno in affitto domani, come sto cercando do fare, avrò comunque bisogno di qualche giorno per sbrogliare la questione degli allacci e del trasferimento a mio nome delle utenze. E questo è il problema che abbiamo tutti, anche Francesca e Francesco che hanno già trovato una soluzione abitativa”.

Per questo chiedete di poter rimanere qualche altro giorno in hotel?

“Esattamente, non chiediamo altro. Stiamo trovando da soli una soluzione abitativa, ma il tempo a nostra disposizione, considerato che in questi giorni ci sono state le feste, è davvero poco. Quindi abbiamo chiesto al Sindaco di poterci far stare in Hotel ancora per qualche giorno, in attesa di sistemare le questioni sopra ricordate. Non chiediamo altro, ne sussidi ne contributi, solo un po di comprensione e di pazienza”.

Nonostante la negatività di questa vicenda, vuole ringraziare qualcuno?

“Si, voglio ringraziare tutte le persone che ci sono state vicine, a me e agli altri sfortunati protagonisti; i parenti, gli amici che ci hanno aiutato. Vorrei però ringraziare, in modo speciale, due gruppi di persone: i Vigili del Fuoco, che sono stati veramente encomiabili, non solo nello svolgere con estrema professionalità il loro compito subito dopo l’esplosione, ma soprattutto per l’umanità e la disponibilità che ci hanno manifestato anche nei giorni successivi, aiutandoci a raccogliere le cose dalle nostre case e dandoci anche un supporto psicologico. Un altro ringraziamento vorrei farlo al personale del Class Hotel presso il quale alloggiamo. Anche loro sono stati per noi come una famiglia e a loro va tutta la nostra riconoscenza”.

Abbiamo provato a contattare, attraverso la sua segreteria il Sindaco di Terni, Leonardo Latini, per chiedergli il suo punto di vista circa questa vicenda e come intendesse procedere a riguardo della richiesta degli sfollati. Purtroppo il primo cittadino era impegnato in riunioni e non è stato possibile avere un confronto. Vedremo domani quali saranno i risvolti della vicenda.

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