Detenuto pretende super greenpass, al rifiuto, giù lamettate agli agenti

Minaccia agente con bomboletta molotov e lametta, aggressione in carcere

Detenuto pretende super greenpass, al rifiuto, giù lamettate agli agenti

Quella di oggi alla Casa di reclusione di ORIVIETO sembrava una mattinata tranquilla. Ma poi, come denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, è andata in scena una giornata di ordinaria follia.


Sappe


Ricostruisce gli eventi Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del SAPPE: “Verso le 10.00, nei locali dell’infermeria, un detenuto di nazionalità marocchina, in esecuzione di pena fino al 2024 per i reati di rapina aggravata ed altro, pretendeva dal medico del carcere di ottenere il Greenpass rafforzato nonostante avesse ricevuto una sola dose di vaccino anti Covid-19 nell’ottobre scorso.

Al diniego dell’Autorità Sanitaria, il ristretto dava in escandescenza tanto che si rendeva necessario l’intervento immediato di più unità di Polizia Penitenziaria.

Il personale intervenuto tentava, invano, di riportare alla calma il soggetto che però brandiva una lametta che teneva celata nel proprio cappello e con questa si è scagliato contro i poliziotti: per fortuna sono riusciti a disarmarlo ma il detenuto, nel divincolarsi, dava una testata ad un Sovrintendente di Polizia.

Arrivati presso il Reparto isolamento per portare il detenuto in cella, questi afferrava violentemente un altro Sovrintendente trascinandolo con se all’interno della cella e iniziava a colpirlo violentemente con pugni alla nuca.

Contuso un altro poliziotto che però era, nel frattempo, riuscito ad estrarre il malcapitato collega dalla cella da dove era stato sostanzialmente sequestrato poco prima dal detenuto.

Subito dopo, venivano fatti visitare i tre vice sovrintendenti che poco prima avevano subito le aggressioni violente, due dei quali il venivano inviati in Pronto Soccorso Locale per le cure del caso, tutt’ora in corso. 12 e 13 giorni di prognosi coloro che han ricevuto colpi di lametta al volto.

Successivamente alle ore 13.30, il detenuto, persistendo nelle sue intemperanze, incendiava anche il materasso della propria cella, prontamente sedato dal personale di polizia penitenziaria.“Una storia di ordinaria follia, come purtroppo sempre più frequentemente accadono nelle carceri umbre e italiane”, commenta il segretario generale del SAPPE Donato Capece. “Servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto. I numeri degli eventi critici accaduti nelle carceri italiane nel primo semestre del 2021 sono allucinanti: 5.290 atti di autolesionismo, 44 decessi per cause naturali, 6 suicidi e 738 sventati dalla Polizia Penitenziaria, 3.823 colluttazioni, 503 ferimenti.

In pratica, ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre. le carceri sono un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria”.

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