Dentro il reparto Covid, Matteo Fortunati sta meglio e ci mostra il nuovo ecografo 🔴 VIDEO

 
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Dentro il reparto Covid, Matteo Fortunati sta meglio e ci mostra il nuovo ecografo

Matteo Fortunati è ancora positivo al Coronavirus, ma sta meglio. In un video che ha inviato ad Umbria Journal fa vedere, in tempo reale, alcune attività che si svolgono durante il giorno all’interno del reparto. Ci troviamo a Foligno, all’ospedale San Giovanni Battista, e durante il controllo dei pazienti, l’avvocato umbro con più ossigeno nei polmoni e con tanto entusiasmo mostra in un video quello che fanno medici e infermieri giornalmente. Attività che, solitamente, passano inosservate per i motivi ben noti.

Ringrazia uno per uno tutti: “Ringrazio veramente l’ospedale, il primario Giuseppe Calabrò e tutto lo staff di medici, dottoresse, infermiere e infermieri. Mi stanno trattando veramente bene” – dice Matteo Fortunati -.

Nel video ci rende partecipi di un esame medico: “Oggi ho un bravissimo dottore che voglio ringraziare. Si sacrifica e mette a rischio la sua vita, le infermiere sono tutte bardate, ma sono tutte qua vicino a noi”.

Il medico Federico Isidori che si presenta spiega in tempo reale l’ecografia del torace, fatta con un nuovo strumento non invasivo che permette di controllare come sta andando la polmonite di Matteo Fortunati.

“E’ un ecografo che ci è stato donato durante l’emergenza con l’avvio della prima fase – dice il dottor Isidori – vediamo alcuni aspetti dei polmoni di Matteo che sono normali, segno delle aree polmonari integre, e altri aspetti, invece, che fanno vedere una patologia infiammatoria del polmone che rispetto a ieri fa vedere dei significativi miglioramenti”.

Soddisfatto Matteo Fortunati e dice che è molto importante rendere partecipi i pazienti di queste indagini: “E’ bellissimo vedere queste tecnologie che permettono di aiutare i pazienti in mobilità in maniera rapida. Io ringrazio anche chi ha fatto questa donazione, è stato veramente un Santo, che Dio lo benedica, perché sono strumenti importanti.

E infine: “Ringrazio le infermiere perché stanno al mio fianco con allegria, simpatia e con amore. Rischiano tutti i giorni la loro vita per noi, hanno una famiglia a casa. Proteggiamoci, non mettiamo a rischio le persone, perché loro a casa hanno mogli, mariti, figli, bambini e stanno qua in prima fila con noi. Pensiamoci bene, siamo veramente consapevoli”.





 

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