Dal Madagascar malato, nell’isola malgascia c’è epidemia di peste, nessun allarme a Terni
La mattina della vigilia di Natale un uomo di Terni, rientrato da pochi giorni da un soggiorno in un’isola del Madagascar, si è recato al Pronto Soccorso di Terni con febbre alta, diarrea e cefalea ed è stato ricoverato nella clinica di Malattie Infettive.
Né la sintomatologia né gli elementi clinici finora raccolti fanno pensare alla peste, come invece era stato ipotizzato da alcuni per il fatto che in alcune città del Madagascar vengono segnalati dei focolai di peste.
L’uomo è in condizioni stabili e al momento non presenta più febbre né altri sintomi, tuttavia non viene naturalmente sottovalutata nessuna ipotesi e il paziente resterà ricoverato in isolamento cautelativo nel reparto di malattie infettive, dove è in corso una serie di accertamenti allargati per escludere ogni tipo di malattia infettiva (malaria, tifo…) che potrebbe aver contratto durante il soggiorno all’estero.
In Madagascar è in corso un’epidemia di peste polmonare, la forma più grave e mortale della peste, che secondo il ministero della Salute del paese ha interessato finora almeno 343 persone e ha causato la morte di 42. Le stime sono riferite al rapporto dello scorso 7 ottobre, ma le autorità sanitarie dicono che la quantità di nuovi casi sta aumentando rapidamente e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si è attivata per monitorare la situazione. Focolai di peste sono ricorrenti in Madagascar, ma di solito riguardano la peste bubbonica, che può essere trattata più facilmente e con minori complicazioni, e aree rurali e remote.
La nuova epidemia sta invece interessando alcune delle principali città del Madagascar e potrebbe diventare un serio problema: mentre quella bubbonica è trasmessa dal passaggio di pulci e pidocchi da ratti a esseri umani, la peste polmonare si può trasmettere per via aerea, più o meno come un raffreddore o un’influenza, quindi molto più facilmente e velocemente.
La peste è causata dal batterio Yersinia pestis, che viene in contatto con l’uomo per via diretta quando si viene morsi dalle pulci dei ratti, o per via indiretta se si viene morsi da un ratto o da un altro roditore infestato dalle pulci. I sintomi dipendono molto dalle aree in cui si concentrano le colonie di batteri nell’organismo, che portano quindi alla definizione di peste polmonare, bubbonica o setticemica. La peste polmonare ha un periodo di incubazione (cioè il tempo che passa tra il momento del contagio e quello in cui si hanno i primi sintomi) che varia a seconda delle persone e va da 1 a 7 giorni. Di solito si hanno abbassamento della temperatura corporea, difficoltà a respirare, tosse e debolezza. Se la malattia non viene trattata per tempo, si aggiungono altri disturbi come gravi problemi neurologici ed edema polmonare acuto (accumulo di liquidi nei polmoni), che causa la morte.
Il primo caso identificato in Madagascar della nuova epidemia è stato un uomo di 31 anni, che aveva sintomi simili a quelli della malaria e che aveva compiuto un viaggio da un’area rurale del paese fino alla capitale Antananarivo. È morto il 27 agosto scorso e nelle settimane seguenti sono stati rilevati diversi casi di peste lungo il tragitto che aveva seguito per raggiungere la città. Il picco è stato registrato ad Antananarivo, dove è stata disposta la chiusura delle scuole e la cancellazione di alcuni eventi pubblici, per evitare grandi assembramenti di persone che fanno aumentare il rischio di contagio. L’epidemia interessa ormai 20 distretti in 10 regioni del paese e sta continuando a estendersi velocemente.
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