Crollo nel cantiere Esselunga, la quarta vittima ha sorella e nipote residenti a Perugia

Crollo nel cantiere Esselunga, la quarta vittima ha sorella e nipote residenti a Perugia

Crollo nel cantiere Esselunga, la quarta vittima ha sorella e nipote residenti a Perugia

Un tragico incidente sul lavoro ha colpito Firenze venerdì mattina, quando un’ala del cantiere del nuovo supermercato Esselunga in via Mariti è crollata. Tra le vittime c’è Taoufik Haidar, un operaio di 43 anni. Inizialmente, le forze dell’ordine toscane avevano comunicato che Haidar risiedeva a Perugia, dove vivono sua sorella e un nipote. Tuttavia, nel corso della giornata, è emerso che l’uomo viveva a Bergamo. Attualmente, Prefettura e questura di Perugia stanno conducendo accertamenti sulla sua residenza.

La sorella e il nipote di Haidar sono arrivati a Firenze per il riconoscimento della salma, che non avverrà prima di lunedì. Nel frattempo, i vigili del fuoco hanno lavorato incessantemente, scavando tra le macerie per tutta la notte, e hanno recuperato il corpo di una quarta vittima. Venerdì sera, l’unica vittima identificata era Luigi Coclite, 60 anni. Le operazioni di riconoscimento per gli altri sono concluse nelle ultime ore. Gli operai deceduti sono Mohamed Toukabri, 54 anni, e Mohamed El Farhane, 24 anni.

Secondo i primi accertamenti, due dei tre cittadini nordafricani sarebbero stati irregolari in Italia e senza permesso di soggiorno. In totale, otto operai sono stati travolti dal crollo: il bilancio attuale è di quattro morti, tre feriti (tutti di origine rumena) e un disperso.

Lo zio materno di una delle vittime, un operaio di origine marocchina, si è presentato sabato al cantiere di via Mariti, provenendo direttamente da Bergamo. Ha dichiarato ai cronisti di non sapere nulla, di essere stato avvisato da poco e di non ricordare l’età del nipote e da quanto tempo lavorasse nel cantiere del supermercato. “Non so cosa abbia fatto qua”, ha detto.

1 Commento

  1. E’ assurdo che si muoia nel posto di lavoro. La magistratura dovrà colpire duramente i colpevoli di questa incredibile disgrazia. Le vittime e i loro cari hanno diritto che venga fatta giustizia con la massima serietà e severità. Per avere maggiori margini di guadagno non si può assolutamente tollerare in alcun modo che venga messa a repentaglio la vita di persone. I subappalti sono spesso la causa di tali disgrazie.

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