Revocato il sequestro dei beni, caso chiuso a Todi
La doppia assoluzione che chiude un caso lungo anni
Marcello Rinaldi, ex dirigente scolastico dell’Istituto Ciuffelli-Einaudi di Todi, ottiene la piena assoluzione anche davanti alla magistratura contabile. La Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell’Umbria ha disposto la revoca del sequestro conservativo dei beni a carico di Rinaldi e dell’ex direttrice dei servizi generali amministrativi, Mirella Palomba. Con questo provvedimento si chiude definitivamente, su entrambi i fronti giudiziari, una vicenda che aveva segnato in profondità la carriera e la reputazione di un dirigente scolastico con decenni di servizio nel territorio umbro.
Le origini dell’inchiesta e le accuse iniziali
Tutto era cominciato da una lettera anonima. Le indagini erano partite da una segnalazione anonima, probabilmente redatta da qualcuno vicino all’istituto con l’intenzione di rivalersi su Rinaldi per richiami ricevuti a causa di condotte ritenute scorrette. A partire da quel documento, la Guardia di Finanza di Todi, coordinata dalla Procura di Spoleto, aveva avviato accertamenti sui dati relativi alle presenze nel convitto dell’istituto. L’accusa contestata a Rinaldi era quella di aver falsificato i registri del convitto maschile e femminile per ottenere dall’Ufficio scolastico regionale un incremento delle dotazioni organiche degli educatori scolastici. ilTamTamLa Nazione
La condanna in primo grado dalla Corte dei Conti
Nel marzo del 2024, la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell’Umbria aveva emesso una sentenza di condanna. Secondo la procura contabile, negli anni compresi tra il 2016 e il 2022 Rinaldi aveva comunicato al Ministero dell’Istruzione un numero di convittori superiore a quello reale, inducendo così l’amministrazione centrale ad assegnare più educatori rispetto alle effettive esigenze dell’istituto, con una maggior spesa pari a oltre un milione di euro. La magistratura contabile aveva qualificato la condotta di Rinaldi come dolosa, mentre quella di Mirella Palomba era stata ricondotta a colpa grave per omesso controllo sull’operato del dirigente. In concreto, Rinaldi era stato condannato a restituire 1.167.000 euro e la Palomba 58.000 euro, quest’ultima soltanto in via sussidiaria. Il Messaggero + 2
Il fronte penale: il fatto non sussiste
Parallelamente al procedimento contabile, la Procura di Spoleto aveva aperto un fascicolo penale per falso in atto pubblico. Anche su questo versante, tuttavia, la posizione di Rinaldi è risultata insostenibile per i pm. La decisione di archiviare il caso sul piano penale è arrivata dopo che lo stesso pubblico ministero aveva ritenuto privi di fondamento gli elementi necessari a sostenere l’accusa. Il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Spoleto ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere con la formula più netta: il fatto non sussiste. Con quella pronuncia è stata smontata l’intera ipotesi accusatoria e, con essa, tutta l’indagine avviata anni prima. UmbriajournalLa Nazione
La difesa e il significato delle sentenze
A difendere Rinaldi in entrambi i procedimenti è stato l’avvocato Nicola Pepe. Il legale ha commentato con soddisfazione l’esito complessivo della vicenda, sottolineando come le due assoluzioni restituiscano piena dignità a un dirigente scolastico che aveva dedicato anni al servizio della comunità di Todi e dell’intera Umbria. Secondo il difensore, la decisione conferma il valore della giurisdizione quando è guidata dal rigore dell’approfondimento e dall’equilibrio della valutazione, e va riconosciuto al pubblico ministero di aver saputo cogliere la solidità delle argomentazioni difensive, superando il teorema accusatorio iniziale. PerugiaToday
La revoca del sequestro e la chiusura definitiva
Con la sentenza della Corte dei Conti in sede di appello, il collegio giudicante ha disposto la revoca del sequestro conservativo che gravava sui beni di entrambi gli imputati. Si tratta di un passaggio di rilievo pratico oltre che simbolico: il vincolo patrimoniale imposto a seguito della condanna di primo grado cessa di produrre effetti, restituendo a Rinaldi e a Palomba la piena disponibilità del proprio patrimonio. La vicenda era iniziata con una lettera anonima e si è conclusa con un’assoluzione su tutta la linea. Per l’ex dirigente dell’istituto agrario più antico d’Italia, quello che era considerato l’istituto Ciuffelli-Einaudi di Todi, si chiude un capitolo tra i più difficili della sua vita professionale, con il riconoscimento formale della sua innocenza da parte di entrambe le giurisdizioni chiamate a pronunciarsi.

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