Corte dei conti Umbria [Video]: superate le criticità del personale

Corte dei conti Umbria [Video]: superate le criticità del personale

Il presidente De Rosa apre l’anno giudiziario 2025 a Perugia

La magistratura contabile umbra ha ufficialmente archiviato la stagione delle carenze strutturali che ne avevano condizionato l’operatività nel recente passato. Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025, svoltasi a Perugia nella prestigiosa sala Bruschi della Prefettura, il presidente Giuseppe De Rosa ha delineato un quadro di ritrovata stabilità. Il superamento delle criticità relative alla dotazione del personale di magistratura rappresenta il pilastro di questa nuova fase. Attualmente, la Sezione può contare su un collegio stabile composto da un presidente e tre magistrati, assetto che ha permesso di assorbire completamente i ritardi accumulati nel 2024, quando l’assenza di una pianta organica definita aveva rallentato la pubblicazione dei provvedimenti decisori.

Il riassetto organico e la nuova efficienza della Sezione

Questo potenziamento non ha riguardato esclusivamente i giudici, ma si è esteso al comparto amministrativo. Nel secondo semestre dell’anno precedente, l’assegnazione di due nuovi funzionari ha impresso un’accelerazione sistematica all’esame dei conti giudiziali. Secondo quanto riportato da De Rosa, l’ufficio ha beneficiato di un profondo mutamento di mentalità gestionale, orientato a una riorganizzazione dei flussi di lavoro che ha garantito risultati utili e una maggiore fluidità nelle procedure di controllo e giudizio.

La responsabilità medica e i nuovi casi di danno erariale

Un capitolo centrale della relazione inaugurale è stato dedicato alla sanità, ambito in cui la Procura regionale, guidata da Antonietta Bussi, continua a riscontrare profili di criticità elevati. Tra le vicende che hanno portato a sentenze di condanna o citazioni in giudizio, spicca il caso di un medico di pronto soccorso operante in Umbria, condannato per un danno erariale indiretto di 35.000 euro. La contestazione riguarda la mancata diagnosi del morso di una vipera su un paziente che aveva riferito di aver passeggiato in un bosco. Nonostante i segni clinici fossero chiaramente riconducibili a tale evento, l’omissione diagnostica ha generato un esborso pubblico che la magistratura ha inteso recuperare.

Altrettanto grave è l’episodio relativo allo scambio di vetrini durante un esame bioptico. Un errore procedurale ha portato all’attribuzione di una patologia grave a un soggetto affetto in realtà da una forma lieve, scambiando i suoi campioni con quelli di un altro paziente. La procuratrice Bussi ha sottolineato come gli errori nel processo clinico-assistenziale rappresentino una costante preoccupazione per l’Ufficio, non solo per il valore intrinseco della salute pubblica, ma per l’imponente assorbimento di risorse derivante dai risarcimenti liquidati alle vittime o ai loro eredi, con esborsi che spesso raggiungono cifre estremamente elevate a causa di invalidità permanenti o decessi.

Analisi della spesa sanitaria e performance dei servizi

Il presidente della Sezione di controllo, Paolo Peluffo, ha focalizzato il suo intervento sull’impatto economico del sistema sanitario regionale, che in Umbria assorbe oltre 2 miliardi di euro, pari a più del 67% del bilancio regionale complessivo. L’analisi contabile si è spinta oltre i semplici numeri per indagare i principi di economicità ed efficacia. Se da un lato si registrano dati eccellenti nell’area della prevenzione e un miglioramento significativo nei tempi di risposta del servizio 118 (intervallo allarme-target), dall’altro emergono segnali di allarme riguardanti gli stili di vita della popolazione, in rapido peggioramento.

Un dato particolarmente critico è quello relativo alla “sovraprescrizione” di antibiotici, un fenomeno che Peluffo ha definito assai negativo e che richiede un’indagine approfondita sulle dinamiche della medicina generale. Resta invece ancora insufficiente, seppur in lieve ripresa, il dato riguardante la tempestività degli interventi d’urgenza per la frattura del femore negli anziani, parametro fondamentale per valutare la qualità dell’assistenza geriatrica in una regione caratterizzata da un elevato indice di vecchiaia.

Il declino demografico e la sfida delle aree interne

L’ultima parte della relazione ha affrontato la delicata questione socio-economica del territorio. Circa il 27,8% della superficie regionale è classificato come “area interna”, zone spesso colpite anche dal cratere del sisma e soggette a un progressivo spopolamento. In questi territori si sta verificando un fenomeno economico di grande rilevanza: il reddito pro capite derivante da pensioni ha superato quello prodotto dalle attività lavorative. Peluffo ha evidenziato come la gestione di queste aree non possa limitarsi alla verifica della tenuta dei bilanci comunali, ma debba trasformarsi in una sfida di programmazione a lungo termine. La stabilità finanziaria attuale deve essere utilizzata per creare servizi e infrastrutture capaci di invertire la tendenza all’abbandono, garantendo ai cittadini i diritti essenziali in tempi certi e con standard qualitativi adeguati.

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