Cinque episodi in dieci giorni, feriti con machete e katane
Allarme armi a Perugia – In meno di due settimane, cinque episodi distinti hanno messo in evidenza una preoccupante recrudescenza della violenza armata a Perugia, con diversi feriti e un crescente clima d’allarme. Gli episodi, avvenuti tra il 2 e il 12 maggio, sono al centro delle indagini da parte delle forze dell’ordine, che non escludono legami tra le aggressioni e la presenza di bande in lotta per il controllo del territorio. A fare il riassunto di una violenza inaudita e Egle Priolo sul Messaggero Umbria.
Il primo intervento risale a venerdì 2 maggio in zona Porta Pesa, dove una pattuglia della squadra volante ha inseguito tre soggetti stranieri. Due sono stati identificati: uno di loro, un tunisino di 28 anni, è stato trovato con droga e un machete.
Il giorno successivo, sabato 3 maggio, una lite degenerata in una spedizione punitiva ha coinvolto un locale etnico in via Bartolo. L’aggressione, avvenuta a colpi di bastone, ha causato il ferimento di un giovane.
Nella notte del 4 maggio, un’aggressione è avvenuta nei pressi di una discoteca a Sant’Andrea delle Fratte. Un buttafuori è stato colpito alla testa con una roncola. Poco prima, due uomini a volto coperto avevano aggredito alcuni clienti in una stazione di servizio nei pressi dell’ospedale. In entrambi i casi, uno degli aggressori brandiva un machete.
L’11 maggio, intorno alle tre, uno studente di 20 anni è stato assalito tra piazza IV Novembre e piazza Grimana con un’arma non identificata. Anche in questo caso il movente appare legato a dinamiche criminali ancora in fase di accertamento.
L’episodio più grave si è verificato la notte del 12 maggio in zona San Sisto. Un commando composto da almeno quattro individui ha cercato di investire un tunisino di 27 anni, poi colpito ripetutamente. Durante il pestaggio è stato mutilato a un dito da un colpo inferto con una katana. Il ferito, operato, è ricoverato in condizioni stabili.
Le indagini sono in corso da parte di polizia e carabinieri, con particolare attenzione rivolta alle immagini di videosorveglianza e agli eventuali legami tra i soggetti coinvolti. Alcuni degli aggressori sarebbero già stati identificati, così come risulterebbe che alcune delle vittime abbiano preso parte ad altri episodi violenti.
Le autorità non escludono che si tratti di una faida tra gruppi organizzati, con lo spaccio di sostanze stupefacenti come possibile causa scatenante. La presenza costante di armi come machete, katane e bastoni rinforza l’ipotesi di un’escalation strutturata, con dinamiche riconducibili a una lotta per il controllo del territorio.

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