Fabio Imbergamo, omaggio a Dante con la musica elettronica

 
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Fabio Imbergamo, omaggio a Dante con la musica elettronica

Con il Paradiso, si conclude la trilogia musicale dedicata alle tre cantiche dantesche

Di Rossano Pastura

La Divina Commedia rielaborata e riletta attraverso “musica sperimentale e di ricerca costruita sia con suoni di sintesi che con materiale audio registrato ed elettronicamente rielaborato“.

E’ questo il progetto messo in piedi da Fabio Imbergamo, violinista e compositore che dal 1997 unisce l’attività di musicista classico a quella di tecnico audio, compositore elettroacustico e sound-designer.

Una ricetta che vede incontrarsi ingredienti distanti 700 anni. La “Comedìa” dantesca, con le sue tre cantiche, le terzine, le immagini descritte attraverso l’arte letteraria e la musica, che per Inferno, Purgatorio e Paradiso trova suoni e accordi che ne rievocano la collocazione sentimentale e la componente emozionale.

Grazie a questo connubio, apparentemente impossibile, il compositore formatosi presso il Conservatorio di Perugia, ha costruito il proprio “omaggio” al sommo poeta.

Con il Paradiso, ultimo capitolo della trilogia per voce recitante, nastro magnetico e live electronics che include anche Inferno e Purgatorio, Imbergamo ha portato a termine il percorso dantesco.

Le tre cantiche, pur avendo una struttura formale simile, si differenziano per atmosfere e sonorità. L’Inferno è caratterizzato da suoni metallici, come di piombo e ferro, che ci proiettano nei gironi più profondi della terra, lamenti di voci e ritmiche vocali. Nel Purgatorio invece prevale l’elemento della nenia e della ripetizione, a scopo quasi purificativo, similmente ad un rosario, la preghiera di chi anela a miglior vita. Il Paradiso evoca pace e tranquillità, con suoni distesi e concilianti
.

Per ciascun brano sono stati scelti dei versi rappresentativi, recitati dal soprano Valentina Piovano: per l’Inferno fanno da incipit i primi versi del Canto Terzo, per il Purgatorio una selezione di versi tratta dal Canto Primo e, infine, per il Paradiso le prime tre terzine del Canto Primo.

La veste musicale di questo lavoro ha lo scopo di mettere in luce le immagini e le atmosfere dell’opera dantesca, in un connubio che lega la parte artistica alla visione filosofica. Emerge molto la dimensione del viaggio e dello svolgimento temporale della narrazione dantesca.

La voce ha svolto, quindi, un ruolo fondamentale: trattata tramite elaborazione elettronica, è stata sfruttata in tutte le sue risorse espressive. Il materiale vocale è stato registrato in studio, dove la Piovano ha recitato i versi delle cantiche in decine di modi differenti. Il materiale ottenuto è stato poi sottoposto a selezioni, modificazioni ed elaborazioni ottenendo tutta una serie di “oggetti sonori” che sono poi stati impiegati per la composizione dei tre brani.

Fabio Imbergamo non è nuovo a queste forme di musicalità sperimentale, che riesce a mescolare generi e forme diverse, storicamente contrapposte ma che si intersecano in modo performante.

Per Imbergamo “una musica dovrebbe sempre lasciare un’emozione in chi ascolta. Portare un messaggio, lasciare un’impressione“.

E con questo spirito l’artista ha prodotto brani che affrontano tematiche sociali, ambientali, culturali e filosofiche, fra questi il recente “Amazzonia” ispirato al disastro ambientale dello scorso anno. Il suo linguaggio è sperimentale e innovativo, pur mantenendo il rigore dei procedimenti compositivi che appartengono al mestiere del compositore di altri tempi.

 

 

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