Riscoperta dell’Antica Strada del Sale: Un Viaggio Storico e Culturale
L’Antica Strada del Sale, un percorso storico e culturale che si estende da Perugia ad Ancona, è stata riscoperta e documentata nel dettaglio nel nuovo libro di Carlo Enrico Paciaroni. Questa strada, utilizzata fin dall’Alto Medioevo, era un’arteria vitale per il trasporto di sale e altre merci dall’Adriatico all’Umbria.
Il percorso, lungo più di 100 km, attraversa la Val di Risacco, la Val di Rasina, la Via Flaminia, l’Appennino sotto il Monte Cucco, Sassoferrato, Fabriano, Jesi e la Val d’Esino. Lungo la strada, i visitatori possono ammirare una straordinaria varietà di paesaggi e un vasto patrimonio culturale.
Tra i luoghi di interesse lungo la strada ci sono la Chiesa Templare di San Bevignate a Perugia, l’Abbazia di San Giustino d’Arna, il Castello di Casacastalda, il Santuario della Madonna dell’Olmo, il Castello di Frecco, il Castello di Schifanoia, la città di Gualdo Tadino, il Borgo di Fossato, la città di Sigillo con la chiesa Templare di Santa Croce a Culiano, la città della carta di Fabriano, Iesi, luogo di nascita di Federico II, e Osimo, il centro templare più importante delle Marche.
La storia di questo percorso è stata ricostruita grazie a studi recenti sulla presenza degli Ordini monastici cavallereschi dei Templari nel XIII secolo e, dopo il 1312, degli Ospitalieri, oggi noti come Cavalieri di Malta. Questi ordini sono ancora presenti sul territorio.
Il libro sarà presentato mercoledì 31 luglio alle ore 21.00 nella storica piazza medievale del Castello di Casacastalda (PG). L’evento vedrà la partecipazione di Mimmo Coletti, giornalista e scrittore, Enrico Aceti, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, Euro Puletti, storico e docente di scuole superiori, e Leonardo Varasano, già Assessore alla Cultura del Comune di Perugia.
Paciaroni descrive il suo lavoro come un passo avanti nel progetto di “ripristino” dell’Antica Strada del Sale, iniziato nel 2021. Il suo obiettivo è di fornire una guida “storico-turistica” della strada, offrendo ai lettori l’opportunità di esplorare a piedi, in bicicletta o in auto, incontrando le comunità dei borghi umbri e marchigiani del XXI secolo e le loro realtà artigianali ed agricole.
In conclusione, Paciaroni sottolinea come il viaggiatore possa riscoprire il senso di una storia che risale al Medioevo e che ha profondamente modificato questo paesaggio e la sua comunità, lasciando dopo oltre otto secoli tracce ancora visibili, come la coltura dell’olio di oliva e l’allevamento dei cavalli, attività ancora fiorenti in questa parte dell’Umbria e delle Marche.
DI Mimmo Piano

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