Ramberto Ciammarughi e Marco Scolastra Fra due pianoforti al Cucinelli

Ramberto Ciammarughi e Marco Scolastra Fra due pianoforti al Cucinelli

Concerto di chiusura della stagione del teatro di Solomeo

Ramberto Ciammarughi e Marco Scolastra Fra due pianoforti al Cucinelli

da Stella Carnevali
“Fra due pianoforti” con Marco Scolastra di Perugia e Ramberto Ciammarughi di Assisi.  Il concerto di chiusura della stagione del teatro Cucinelli a Solomeo di Perugia, domenica 28. Una scelta tutt’altro che provinciale, un sold out annunciato.

Un vis-a-vis d’altri tempi con quella che è sembrata  un’unica partitura a due tastiere senza interruzioni. Con brani noti e meno noti di autori come Frescobaldi,Händel, Bach, Pescetti, Haydn, Mozart, Beethoven, Chopin, Prokof’ev,ArvoPärt.

Inutile, stavolta, la distinzione tra i due pianisti (Ciammarughi classico e Scolastra jazzistico) come spiega l’autrice del libretto di sala, Silvia Paparelli: “…Dal gregoriano al grande repertorio sette-ottocentesco, infatti l’improvvisazione ha sempre trovato i suoi spazi nella musica vocale come in quella strumentale, riconoscendo all’esecutore il compito di interpretare il “non-finito” della notazione o di provvedere a ciò che il compositore, di prassi, delegava”.

Dunque jam session per tutti.

Notazioni tecniche a parte di altissimo livello virtuosistico, tra trilli, cadenze, arpeggi, ti ritrovi ad occhi chiusi da un’altra parte dove puoi stare solo bene.

Anche i tormenti perdono forma e senso, così distanziati da diventare ironici sorrisi.

Suoni come parole salgono e scendono in scale acrobatiche che si frangono nei pianissimi per riprendere, senza soluzione di continuità, nel brano successivo.

La musica è così, una ipnosi paradossale che si basa sul tempo, come se non esistesse.

Non disdegnano i due artisti, la Für Elise, spesso considerato un brano per allievi principianti,  delicata e struggente fino alla potenza beethoveniana, preceduta dalla celeberrima “Alla Turca” di Mozart richiesta anche nei bis.

Gli assolo alternati come richiami appassionati fino alle note delicate e solitarie di ArvoPärt a chiudere il concerto.

Standing ovation

Ma il pubblico non è sazio. E arriva come tris la colonna sonora del film La Stangata. Mani e piedi  della platea tamburellano sul ritmo. Peccato che alcuni spettatori abbiano lasciato in terra, uscendo, diversi libretti di sala. No. questo la musica non lo farebbe.

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