George Benson, un grande chitarrista e cantante all’arena di Umbria Jazz

George Benson, un grande chitarrista e cantante all'arena di Umbria Jazz
George Benson, un grande chitarrista e cantante all'arena di Umbria Jazz

George Benson, un grande chitarrista e cantante all’arena di Umbria Jazz

di Luana Pioppi 
“Lady”: è questo il titolo del brano con cui George Benson ha aperto il suo concerto ad Umbria Jazz. Una versione tutta strumentale per la canzone che il chitarrista, cantante e compositore statunitense, classe 1943, ha pubblicato nel 1976. E poi ancora “In your eyes”, pubblicata nel 1983, e la romantica canzone pop “Nothing’s Gonna Change My Love For You”, scritta da Michael Masser e da Gerry Goffin ed incisa originariamente nel 1984 da George Benson e riproposta in alcune cover come la versione più famosa realizzata, nel 1987, dal cantante hawaiiano Glenn Medeiros. Ma non solo musica pop-soft. Il concerto di Benson ha lasciato spazio anche alla musica disco che l’ha resto celebre ai più negli anni ’80. Sul palco del Santa Giuliana ha cantato brani come le famosissime “Turn Your Love Around”, pubblicata nel 1981, e “Give Me the Night”,
Il concerto perugino ha confermato solo che ancora oggi Benson, più in forma che mai, è sempre uno dei più raffinati ed eleganti chitarristi della scena mondiale, dotato di uno straordinario talento vocale che insieme alla sua “mitica” chitarra Ibanez ha generato una simbiosi davvero unica. Un mix che gli ha permesso di spaziare da sempre dal jazz ad hit internazionali come “Give Me the Night”, “Turn your love around”, “On Broadway”, “Nothing’s Gonna Change My Love for you”, “Song for my brother” e altre ancora.
E neanche il tempo, non proprio caldo, ha raffreddato gli animi del pubblico che lo ha applaudito fino alla fine. Anzi, alcuni spettatori si sono anche alzati e si sono messi a ballare ai lati dell’Arena.
Per Benson questo non è stato il primo concerto tenuto a Perugia in occasione di Umbria Jazz. Venne anche nel tour, organizzato nel 2007, insieme all’indimenticabile funanbolo della voce, Al Jarreau, per promuovere il loro disco “Givin’ it up”.
Chitarrista jazz tra i più grandi di sempre, cantante di R&B, crooner, songwriter dalla vena soul, pop star: George Benson è artista dal multiforme talento. Basta guardare le diverse categorie in cui ha vinto i suoi dieci Grammy (con venticinque nominations) per capire che pochi come lui hanno saputo compiere una sintesi virtuosa e artisticamente rilevante tra le varie anime della Black Music. Performer di grandissimo successo commerciale (molti i dischi d’oro e di platino al suo attivo) Benson è sempre stato attento a non derogare dai canoni di qualità e di gusto che hanno fatto di lui una delle personalità più stimate dello show business internazionale. Tra i tanti riconoscimenti, va ricordato che nel 2009 a Benson fu assegnato il National Endowment of the Arts come “Jazz Master”, il più alto onore degli Stati Uniti nel campo del jazz. Gli inizi di Benson furono come chitarrista, epigono della tradizione che va da Charlie Christian a Wes Montgomery. In questa fase lo si ascolta spesso in piccole band con organisti come Jack McDuff e Lonnie Smith e poi con star del jazz come Freddie Hubbard. Miles Davis lo volle in studio per registrare Paraphernalia, una traccia di Miles in the Sky. Verso la metà degli anni settanta, con il passaggio alla Warner, cominciò una nuova carriera di vocalista, ma senza mai abbandonare le sei corde. In questa veste George Benson ha raggiunto l’apice della popolarità, spesso associando il suo nome a quello di altre star come Stevie Wonder, Quincy Jones, Chet Atkins, Al Jarreau.

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