✍ I Racconti – Istituto italiano design, Iid, una storia lunga vent’anni

Istituto italiano design, Iid, una storia lunga vent’anni

di Rossana Furfaro
Una storia lunga vent’anni, iniziata a Perugia nel 1999, proseguita e sviluppatasi attorno al concetto della cultura del design. L’istituto italiano design (Iid) di Perugia ha voluto celebrare questo importante traguardo, venerdì 28 giugno, con una sfilata-evento all’interno della Galleria nazionale dell’Umbria, dove sono stati accolti anche ospiti asiatici tra cui il noto influencer e blogger cinese Danso.

L’Iid, infatti, ha intrapreso una partnership con il Somaya college di Mumbai e aperto una filiale nella ‘Città della moda di Shanghai’.

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Queste le novità più importanti presentate al pubblico insieme a tanti progetti e successi realizzati negli anni e raccontati nel libro, che uscirà a settembre ma può essere già prenotato, dal titolo ‘20 IID, revisione ragionata dei venti anni dell’Istituto italiano design’.

Tanti i presenti: per l’Iid, la fondatrice AnnaMaria Russo e Benedetta Risolo dell’Ufficio internazionale, oltre ai docenti Marta Toni, Eleonora Granieri, Nicola Palumbo, Walter Sbicca e Marcello Cannarsa. Presenti, inoltre, l’assessore all’urbanistica, edilizia privata e arredo urbano del Comune di Perugia Margherita Scoccia, e rappresentanti di aziende e istituti partner come l’Isdi school of design & innovation, sesta università dell’India per moda e design.

“Gli studenti dell’Iid – ha spiegato Russo – hanno consegnato alla multinazionale indiana WonderChef, leader nel settore cucina, la progettazione di una nuova linea di prodotti che presto saranno messi in vendita nel mercato europeo.

Nel 2020, poi, collaboreremo ad un nuovo progetto per l’azienda Kuche7, leader nel settore cucine, con sedi non solo in India ma anche a Dubai, Londra e Riyad. Lì lavora uno dei nostri Iid graduate, Damiano Disperati, come senior designer”.

A questi importanti progetti si aggiunge il ‘Master in fashion management’ di Shanghai, il cui ricco programma è stato presentato in occasione della sfilata-evento. La formazione, centrata sull’esaltazione del primato italiano nell’industria tessile e nell’artigianato, prevede anche che una parte delle lezioni si svolga a Perugia, per immergersi direttamente nel Made in Italy, dagli antichi telai Brozzetti all’atelier Spagnoli, passando per i filati di Fabiana Filippi e Paola Mela Cashmere.

Queste sono solo alcune delle aziende con cui l’Iid collabora o ha collaborato: tra i marchi prestigiosi figurano infatti Falconeri, Intimissimi, Brunello Cucinelli, Ferrari, Leroy Merlin, Aboca, Listone Giordano e tanti altri ancora.

La sfilata, curata dal coreografo Antonio Becchetti (acconciature di ‘Art Inside’ di Marco Marcantonini) ha visto in passerella le Capsule collection: Lavinia Aretusi con ‘(Dis)velo collection’, Martina Perugini con ‘D_Composition collection’ e Silvia Mandoloni con ‘Back and forth collection’, tutte studentesse che hanno completato il percorso di studi triennale in Fashion design e che discuteranno le loro tesi a luglio.

La sfida che abbiamo lanciato alle ragazze – ha raccontato Granieri – è stata di interpretare il mondo dei social nel mondo della moda. C’è chi si è ispirato al mondo della comunicazione partendo dalla Preistoria e arrivando al giorno d’oggi per mostrare come è cambiata nel tempo; chi, invece, ha tratto ispirazione dalle cosiddette fake news oppure ancora c’è stata la Capsule collection della ‘trasformazione’. Come spesso accade, a volte dietro uno schermo ci trasformiamo, riusciamo a comunicare cose che non riusciremmo a comunicare di persona e da questa visione sono nati abiti con colli che non stanno al loro posto ma ai polsi ad esempio, tasche rigirate o materiali inusuali messi insieme”.

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