Festa del vescovo guerriero misteri e ricordi di Sant’Ercolano domenica 3 marzo 2019 ore 17,30

si terrà un incontro a più voci organizzato da Radici di Pietra

Iniziativa di Don Francesco Benussi, a Sant'Ercolano, dal 3 marzo 2019

Festa del vescovo guerriero misteri e ricordi di Sant’Ercolano domenica 3

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Per celebrare Sant’Ercolano, difensore della città, durante l’assedio dei Goti di Totila, domenica pomeriggio (ore 17.30, nella chiesa del patrono) si terrà un incontro a più voci organizzato da Radici di Pietra ed al quale parteciperanno le associazioni Famiglia Perugina, Pulchra Perusia, Lion Club, Fidapa, Kiwanis e Luigi Bonazzi.

Presente il rettore del tempio, don Francesco Benussi. La conferenza si svilupperà intorno al tema “Porta più… Porta meno” e vedrà impegnati Michele Bilancia, Paolo Camerieri e Franco Mezzanotte. Alla fine potranno essere gustate le cialde di Sant’Ercolano.

Ercolano difese, con le preghiere e con le armi in pugno, Perugia durante l’assedio dei Goti, durato non meno di sette mesi. Secondo la leggenda ormai stremati dalla fame i perugini stavano per arrendersi, ma anche gli assedianti apparivano stanchi.

Per cui il vescovo-guerriero avrebbe deciso di far ingrassare l’ultimo vitello rimasto col poco grano disponibile. Dopodiché avrebbe fatto gettare l’animale, ucciso ma ben pasciuto, dalle mura. I barbari, presa visione delle viscere dell’animale, avevano già cominciato a togliere le tende, quando un chierico traditore, uscito di nascosto dalla città, rivelò la verità ai nemici.

I quali, a quel punto, attaccarono con vigore la città e la presero. Ercolano venne precipitato giù dall’alto delle mura e decapitato.

Del martirio del santo è stato accusato Totila, ma pare che il re non si trovasse, almeno in quel periodo, in Umbria, ma in Calabria a Rossano Calabro. L’esercito goto sotto le mura di Perugia sarebbe stato posto sotto il comando del bizantino Ulifo (o Ulifilo), passato per denaro nelle fila dei barbari.

Questo generale sarebbe stato anche l’uccisore del generale Cipriano, che, prima di Ercolano, aveva comandato le truppe bizantine e perugine assediate in città.

Florido di Città di Castello, poi santo, seppellì Ercolano nelle vicinanze di Porta Cornea, dove poi é stata costruita la chiesa. I resti furono successivamente traslati a San Pietro, quindi a San Lorenzo e poi nel tempio appositamente costruito.

La chiesa-torre di Sant’Ercolano, ottagonale, é originalissima. I resti del santo sono custoditi all’interno di un sarcofago tardo romano, abbellito ed ornato da due cavalli attaccati e sbranati da altrettanti leoni.

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