Civitella d’Arna ha due sponsor, la dea Fortuna Bona e Poppea

Civitella d'Arna ha due sponsor, la dea Fortuna Bona e Poppea

Civitella d’Arna ha due sponsor, la dea Fortuna Bona e Poppea

PERUGIA – “Per favore non chiamatela sagra: la nostra é una festa”. A Civitella d’Arna i festeggiamenti per la tradizionale “Rievocazione della fusione delle campane” sono stati chiusi con una maxi cena alla quale hanno preso parte quasi 150 volontari, tutti coloro cioè che hanno fornito per puro amore per la propria terra e delle loro radici (del paesino, ma anche di Ripa, Sant’Egidio, Pontevalleceppi, Bastia, Perugia) il loro contributo di idee e di lavoro. Il successo di quest’ultima edizione lo sottolineano i numeri: più di 7.000 visitatori hanno “invaso” un piccolo centro di 400 anime.


elio clero bertoldi

L’incontro con tutti i “collaboratori” é stato anche l’occasione, tra l’altro, per abbozzare il programma per la prossima estate. Il presidente della Pro Arna, Lamberto Salvatori, nel riconfermare le linee che hanno reso unica nel panorama regionale questa iniziativa (la difesa dell’ecologia e dell’ambiente con il bando totale della plastica, dell’etica con l’acqua servita gratis ai tavoli in contenitori di vetro, dell’agricoltura con la scelta di prodotti a chilometro zero, del recupero della tradizione contadina della zona con i 35 figuranti in costume ottocentesco), ha annunciato che si punterà ancora sulla cultura, che quest’anno – con la splendida mostra di aerofotogrammetria di Paolo Ficola, col concerto lirico del maestro Stefano Ragni e del tenore Claudio Rocchi, con le lezioni di dialetto perugino di Walter Pilini, con Cantaperugia di Renzo Zuccherini, col teatro di Walter Toppetti – ha fornito considerevoli e positivi riscontri. 


“L’intenzione – ha spiegato Salvatori – é quella di tenere aperte per tutta la durata della festa le cisterne Romane e di spalancare le porte pure dell’Antiquarium”. Progetti impegnativi (personale, assicurazioni e quant’altro), ma che susciterebbero, se realizzati, sicuro interesse e richiamo. Nell’Antiquarium sono custoditi pezzi etruschi e romani tra i quali reperti del tempio della “Fortuna Bona”, particolarmente venerata dalle popolazioni degli “arnates”; le iscrizioni che attestano i latifondi posseduti in questa terra dall’imperatrice Poppea, moglie di Nerone, che ne aveva affidato la gestione ad un suo amministratore (“dispinsator”) e la testa di Hypnos (l’originale, in bronzo, é al British Museum di Londra; qui é ospitato un calco in gesso opera di Francesco Tufo) ed altri pezzi bronzei e lapidei. 


Si punterà a collegarsi anche con le località che usufruirono della fusione delle 13 campane: Ripa, Città della Pieve, Monteleone di Orvieto, Collazzone e Santa Maria degli Angeli oltre ad Acquapendente, da dove vennero gli artigiani.

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