Erik Kessels a Perugia: Esplorando il Potere del Dilettantismo

Un incontro aperto al pubblico per riscoprire la bellezza dell'essere amatoriali nell'arte e nella creatività

Erik Kessels a Perugia: Esplorando il Potere del Dilettantismo

Erik Kessels a Perugia: Esplorando il Potere del Dilettantismo

Erik Kessels, il celebre fotografo non fotografo, è atteso a Perugia presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” per un incontro imperdibile il 15 maggio. Organizzato dal corso di Antropologia del Biennio di Brand Design, l’evento, intitolato “Complete Amateur”, si propone di risvegliare il lato amatoriale in ognuno di noi. Matteo Guidi, docente del corso, spiega che l’obiettivo è quello di “farvi innamorare di nuovo del vostro essere amatoriali”, invitando i partecipanti a liberarsi dalla pressione della perfezione e a abbracciare la libertà di sperimentare.

Durante la lecture, Kessels esplorerà l’importanza del dilettantismo e del fallimento nel suo lavoro e nei suoi libri, sottolineando che il dilettantismo è un muscolo che va costantemente esercitato per non rischiare di perderlo. L’artista olandese, noto anche come curatore e designer della comunicazione, ha un profondo interesse per l’arte e la fotografia. Da Creative Partner dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer di Amsterdam/Londra, ha creato campagne per clienti nazionali e internazionali, tra cui Nike, Heineken, Diesel e molti altri.

Oltre ad essere un artista e curatore di successo, Kessels ha pubblicato oltre 80 libri contenenti le sue immagini “riappropriate”, tra cui il bestseller internazionale “Failed it!” e più recentemente il libro “COMPLETE AMATEUR”. Ha anche insegnato in diverse accademie d’arte in tutto il mondo e curato mostre di grande impatto come “Loving Your Pictures”, “Mother Nature” e “Unfinished Father”.

Riconosciuto con prestigiosi premi nel corso degli anni, come l’Amsterdam Prize of the Arts nel 2010 e la nomination per il Deutsche Börse Photography Prize nel 2016, Kessels continua a essere una figura influente nel mondo dell’arte contemporanea. La sua retrospettiva di metà carriera è stata esposta in diverse città, tra cui San Francisco, Torino e Budapest, ricevendo elogi da riviste come Time Magazine e Vogue Italia, che lo hanno definito rispettivamente “uno stregone visivo” e un “Moderno antropologo”.

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