Cinghiali a Terni, Meloni: più abbattimenti e meno danni

Cinghiali a Terni, Meloni: più abbattimenti e meno danni

Regione pronta al confronto, nodo risorse e competenze locali

📌 FLASH NEWS – Cinghiali, confronto tra Regione e Provincia di Terni. Meloni richiama i dati ATC3: abbattimenti da 1.144 a 1.737 tra 2024 e 2025 e danni agricoli scesi da 328mila a 204mila euro tra 2023 e 2025.


Meloni interviene sul contenimento dei cinghiali

Il confronto sulla gestione dei cinghiali nella provincia di Terni entra nel merito dei numeri.

L’assessore regionale alla Caccia Simona Meloni interviene dopo le dichiarazioni del vicepresidente della Provincia di Terni Francesco Maria Ferranti, richiamando i dati trasmessi dagli uffici regionali e dall’ATC3 TR.

Secondo l’assessore, l’attività di contenimento avrebbe prodotto un aumento degli abbattimenti e una contemporanea riduzione dei danni alle produzioni agricole.

«I dati sull’attività di contenimento dei cinghiali nella provincia di Terni raccontano una storia diversa da quella rappresentata dal vicepresidente della Provincia Ferranti», afferma Meloni nella nota diffusa dalla Regione.

Abbattimenti in crescita del 51,8 per cento

Nel territorio dell’ATC3 TR, secondo i dati riportati dalla Regione, gli abbattimenti effettuati in regime di controllo sono passati da 1.144 nel 2024 a 1.737 nel 2025.

Si tratta di 593 capi in più, con un incremento indicato nel 51,8 per cento.

Per Meloni, aumentare gli abbattimenti rappresenta una priorità per ridurre i danni alle aziende agricole, limitare i rischi legati agli incidenti stradali e contribuire alla prevenzione della peste suina africana.

La Regione ha inoltre recentemente ribadito, nel confronto sul regolamento relativo al prelievo venatorio della specie, la necessità di rafforzare gli interventi anche in relazione ai danni agricoli e alla sicurezza.

Danni agricoli scesi di 124mila euro

La nota regionale richiama anche i dati relativi ai danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole.

Nel territorio considerato, gli importi sarebbero passati da 328mila euro nel 2023 a 204mila euro nel 2025.

La riduzione indicata è quindi di 124mila euro, pari al 37,8 per cento.

«Questi numeri documentano un aumento significativo dell’attività di controllo e una diminuzione dei danni agricoli», afferma Meloni, precisando però che le criticità non sono superate.

Restano i problemi per strade e centri abitati

L’assessore riconosce la necessità di proseguire il lavoro soprattutto sul fronte della sicurezza.

«Le criticità restano e richiedono ulteriore impegno, soprattutto per la sicurezza delle strade e dei centri abitati».

La Regione dispone anche di strumenti di monitoraggio dedicati all’attività venatoria e agli abbattimenti della specie cinghiale, attraverso l’Osservatorio faunistico e i sistemi di rendicontazione delle attività.

Il confronto sulle competenze istituzionali

Un altro punto della nota riguarda la distribuzione delle responsabilità tra Regione, Province e altri soggetti impegnati nel controllo della fauna selvatica.

La Regione richiama l’articolo 19 della legge 157 del 1992, indicando il ruolo degli agenti dei corpi di polizia regionale o provinciale nel coordinamento dei piani e la possibilità di coinvolgere anche la polizia locale.

Gli Ambiti territoriali di caccia concorrono invece alle attività secondo le disposizioni regionali.

Secondo la Regione, le convenzioni servono quindi a sostenere e rafforzare un sistema operativo che poggia già su competenze definite dalla normativa.

Il nodo dei contributi alla Provincia di Terni

Sul fronte finanziario, la Regione segnala difficoltà nella rendicontazione di un contributo da 20mila euro già assegnato alla Provincia di Terni.

Gli uffici regionali precisano inoltre che, allo stato attuale, non risulta adottato alcun atto di impegno regionale relativo a un contributo da 200mila euro destinato alla gestione del cinghiale nella provincia ternana.

Il dato viene richiamato nel contesto della discussione sulle risorse necessarie per potenziare gli interventi.

Meloni: «Servono obiettivi chiari»

Per l’assessore, le risorse devono essere legate a programmi definiti e alla capacità concreta di realizzare le attività previste.

«Quando si discute una convenzione, le cifre devono corrispondere a un programma di attività, a risorse effettivamente disponibili e alla capacità di realizzare gli interventi».

Meloni richiama quindi la necessità di obiettivi chiari, responsabilità definite e rendicontazioni puntuali.

Il confronto con la Provincia di Perugia

Nella nota viene richiamato anche il modello adottato con la Provincia di Perugia.

«Con la Provincia di Perugia siamo partiti da una dotazione di 40.000 euro per il 2025, con l’obiettivo di rafforzare progressivamente la collaborazione», spiega Meloni.

La Regione si dichiara disponibile a seguire un percorso analogo anche con la Provincia di Terni, definendo congiuntamente attività, fabbisogni e risorse sostenibili.

Regione e Provincia chiamate alla collaborazione

L’assessore invita quindi la Provincia ternana a esercitare le proprie funzioni e a partecipare alla definizione delle future attività.

Il confronto riguarda soprattutto l’efficacia degli interventi sul territorio, la tutela delle produzioni agricole e la sicurezza nelle aree urbane e lungo la rete stradale.

«Agricoltori e cittadini hanno bisogno di interventi tempestivi, strade più sicure e una presenza efficace sul territorio: è questa la responsabilità comune sulla quale dobbiamo lavorare», conclude Meloni.

Il confronto tra Regione e Provincia resta dunque aperto, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare le misure di contenimento e definire modalità operative e risorse per le prossime attività.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*