Su caso AST informazioni su maxi discarica già portate in Procura

“L’Assessore si Nasconde Dietro l’Assenza del Sindaco?

Su caso AST informazioni su maxi discarica già portate in Procura

Su caso AST informazioni su maxi discarica già portate in Procura

Su caso AST informazioni – Le recenti dichiarazioni dell’Assessore allo Sviluppo Economico di Terni hanno suscitato una combinazione di risate e compassione. L’assessore sembra cercare protezione dietro l’assenza del sindaco, una mossa che appare tragicomica, soprattutto considerando le enormi differenze tra le interazioni private e i comunicati pubblici dei suoi ex colleghi.

Voglio ribadire che sono stata attaccata come donna, in un tentativo volgare di piegare la mia fermezza nel richiedere il rispetto delle regole. L’assessore ha minacciato azioni legali contro di me per cercare di minimizzare toni violenti, urla selvagge, porte sbattute e pugni sul tavolo. Tuttavia, mi chiedo se, in qualità di pubblico ufficiale, abbia informato le Procure sullo stato delle falde acquifere, descritto ripetutamente a lui e all’intera Giunta, con il cromo esavalente e il nichel ancora sopra la soglia di allarme, oltre al resto, tra fumi, polveri e scarichi fuori controllo.

L’assessore ha parlato in Giunta di un “impegno personale con AST”, per poi correggersi immediatamente, spostando la questione su un piano amministrativo. Considero certamente “amico” di AST chi assume “impegni personali”, un’espressione molto infelice per un amministratore pubblico.

L’assessore ha inoltre affermato che c’è un “atteggiamento vessatorio” nei loro confronti. È curioso. In circostanze diverse, egli è riuscito a dire cose ancora peggiori, suggerendomi, senza che glielo chiedessi: “non dobbiamo farli sentire controllati”. Un pubblico ufficiale può parlare così?

Per quanto riguarda la contaminazione delle falde, per l’assessore “è anche colpa dei rifiuti urbani”, portando avanti una narrazione parziale e distorta, certamente gradita ad AST.

Sulla questione correlata della maxidiscarica, un bene dal valore miliardario, regalato con leggerezza all’anziano signore di Cremona a spese della città, sarebbe stato meglio che l’assessore, prima di portare avanti trattative al ribasso, a vantaggio esclusivo dell’Azienda, avesse letto almeno il programma elettorale e il Documento Unico di Programmazione comunale, l’atto di pianificazione per eccellenza di Palazzo Spada.

Purtroppo in Italia si legge poco. A Terni ancora meno.

Così l’assessore non ha voluto tener conto del fatto che, dopo 140 anni, veniva richiesto all’acciaiere di turno di cercare siti di discarica fuori dalla Conca. L’assessore ha invece imposto alla Giunta e alla città una non-soluzione, all’insegna del solito disastro ambientale, di cui evidentemente non ha minima consapevolezza.

Oggi Terni non ha più un garante sul fronte della legalità ambientale e sanitaria, perché, con queste premesse, con questa mancanza di conoscenza dei problemi, con questa sciatteria, sarà sempre Viale Brin a fare il bello e il cattivo tempo, in mezzo a una burocrazia decisamente incline ai loro interessi.

Nessuna contestazione aperta sui metalli pesanti fuorilegge, ma nemmeno una protesta vibrante per raccogliere le grida ormai manzoniane dei lavoratori che si erano rivolti a me, essendo stati finora ignorati anche da una parte delle rappresentanze sindacali.

Per quanto riguarda il resto delle mistificazioni e delle amnesie, gli atti parlano chiaro: come noto, ho votato no alla delibera di approvazione di questo protocollo di intesa, essendo stato stranamente svuotato di ogni prescrizione tecnica seria, un atto catastrofico a livello ambientale, sanitario e finanziario.

Ritengo ancora gravissima e piena di ombre l’intesa raggiunta, dalla sua genesi alla sua definizione, alla sua eventuale esecuzione; ritengo altrettanto anomale le condotte di altri soggetti già denunciati, richiedendo necessari approfondimenti in sede giudiziaria ordinaria e contabile.

Ho già presentato querele molto dettagliate, in diverse Procure, viste le forzature inaccettabili e i gravi reati sin qui commessi: ero lì solo per difendere con rigore gli interessi pubblici e per respingere le interferenze indebite e reciproche tra siderurgia e Pubblica Amministrazione.

Ora saranno i magistrati a verificare chi abbia svolto correttamente il proprio lavoro e chi no.

Mascia Aniello – Ex Assessore all’Ambiente del Comune di Terni

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