Libera Caccia dell’Umbria chiede proroga calendario venatorio

 
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Libera Caccia dell’Umbria chiede proroga calendario venatorio per emergenza Covid

Libera Caccia dell’Umbria chiede proroga calendario venatorio

In vista della discussione in Consiglio regionale in merito alla proroga del Calendario venatorio, per la specie cinghiale al 31 gennaio e per le specie cosiddette opportuniste al 10 febbraio, la Libera Caccia dell’Umbria ha scritto una lettera all’assessore Roberto Morroni per dare il proprio contributo al dibattito. Sottolineando che già altre Regioni hanno assunto provvedimenti in tal senso.

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Quanto al tema cinghialiil presidente Anlc Umbria, Lando Loretoni, ricorda che a seguito dei provvedimenti restrittivi conseguenti l’emergenza Covid, ad oggi le squadre sono circa al 30-35% dei rispettivi piani di abbattimento.

“E’ necessario quindi un ulteriore sforzo da parte di questa Amministrazione – scrive Loretoni a Morroni – affinché venga data la possibilità alle squadre cinghialiste e ai singoli di estendere gli interventi sulla specie cinghiale e anche ai prelievi occasionali. Provvedimento che pur non riuscendo a raggiungere il target prefissato di cinghiali abbattuti, almeno consentirebbe di assottigliare il gap creatosi”.

Loretoni avverte che qualora verranno applicate sanzioni di ogni tipo per il mancato raggiungimento delle quote di capi abbattuti o contribuzioni sugli inevitabili aumenti dei danni lamentati dagli agricoltori, l’Associazione Nazionale Libera Caccia agirà in tutte le sedi opportune per tutelare i cacciatori, soci e non. Né sia questo il pretesto per aumentare i canoni degli Atc.

Ma più in generale, viste le forti limitazioni subite al Calendario venatorio a causa della pandemia Covid, per la Libera Caccia dell’Umbria sarebbe bene estendere la possibilità a tutti i cacciatori di praticare la caccia vagante con libero spostamento su tutto il territorio di competenza per le specie consentite. “Un provvedimento – conclude Loretoni – che consentirebbe ai cacciatori di recuperare almeno in parte le tante giornate di caccia perse”.

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