Serve equilibrio tra ambiente e caccia sostenibile
In seguito alla richiesta di Alleanza Verdi e Sinistra di includere 115 valichi montani umbri nel calendario venatorio con conseguente divieto di caccia, Federcaccia Umbria ha espresso la propria posizione, sottolineando la necessità di un approccio più ampio e bilanciato alla tutela dell’ambiente. L’associazione venatoria ritiene che la salvaguardia del patrimonio naturale debba essere un obiettivo condiviso, ma non possa tradursi in una sistematica opposizione all’attività venatoria regolamentata.
Federcaccia Umbria ha ribadito il proprio impegno costante per una caccia sostenibile, rispettosa degli ecosistemi e fondata su criteri tecnico-faunistici. Secondo l’organizzazione, focalizzare l’attenzione esclusivamente sui valichi montani rappresenta una visione parziale, che trascura altre minacce rilevanti per la biodiversità, come l’inquinamento luminoso e acustico, la progressiva urbanizzazione delle aree naturali e l’installazione non pianificata di impianti fotovoltaici in zone pregiate.
L’associazione ha criticato l’adozione di misure che, pur invocando la scienza, ignorano le valutazioni faunistiche quando queste risultano scomode. A suo avviso, la protezione degli uccelli migratori non può prescindere da un’analisi complessiva degli impatti antropici sul territorio.
Federcaccia Umbria ha manifestato disponibilità al dialogo con istituzioni e soggetti sociali per costruire strategie ambientali che includano anche le pratiche tradizionali compatibili, come la caccia regolamentata. Secondo l’associazione, la conservazione degli equilibri naturali si ottiene non solo con i divieti, ma attraverso una gestione integrata, responsabile e coerente del territorio.

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