Energie rinnovabili, l’Umbria rilancia il piano fino al 2050

Energie rinnovabili, l'Umbria rilancia il piano fino al 2050

De Luca: autonomia energetica e tutela del paesaggio insieme

L’Umbria guarda al futuro energetico con l’obiettivo di raggiungere una progressiva autonomia attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili, senza rinunciare alla tutela del paesaggio e alle prerogative dei territori. È questo il messaggio emerso dall’incontro dedicato al tema della transizione energetica che si è svolto mercoledì 15 luglio nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, a Perugia, promosso dall’associazione Perlumbria Cultura Economia Società. Nel corso del confronto, al quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni economiche, è stato affrontato il delicato equilibrio tra sviluppo degli impianti per la produzione di energia pulita, salvaguardia del patrimonio paesaggistico e necessità di garantire sicurezza energetica al sistema produttivo regionale.

Un nuovo piano energetico per una regione che cambia

Nel suo intervento l’assessore regionale all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca ha spiegato come la Regione stia lavorando alla definizione di una nuova strategia energetica destinata a sostituire il piano regionale attualmente in vigore, risalente al 2004. Secondo l’assessore, negli ultimi vent’anni sono profondamente mutate sia le condizioni ambientali sia il contesto economico e geopolitico, rendendo necessario uno strumento di pianificazione aggiornato. Per questo motivo è stato avviato un confronto con l’Università degli Studi di Perugia finalizzato alla predisposizione del nuovo Piano energetico regionale, destinato a tracciare le linee di sviluppo fino al 2050. L’obiettivo indicato dalla Regione è quello di andare oltre i target minimi assegnati a livello nazionale, costruendo un sistema energetico in grado di garantire maggiore autonomia e sicurezza attraverso una produzione diffusa e sostenibile.

La proposta di un Patto per la transizione energetica

Tra i temi affrontati durante l’incontro ha trovato ampio spazio la proposta avanzata dal presidente di Perlumbria, Giampiero Rasimelli, di dare vita a un “Patto per la transizione energetica in Umbria”. L’iniziativa punta a coinvolgere Regione, enti locali, associazioni, categorie economiche, organizzazioni sociali e comunità territoriali in un percorso condiviso capace di definire obiettivi comuni e criteri trasparenti nella programmazione degli interventi. L’assessore De Luca ha espresso disponibilità ad aprire un confronto permanente, sottolineando che una trasformazione così importante può essere governata soltanto attraverso il dialogo tra tutti i soggetti interessati.

Grandi impianti e produzione diffusa

Uno dei punti centrali del dibattito ha riguardato il modello energetico che la Regione intende sviluppare. Secondo De Luca sarà necessario realizzare un mix equilibrato tra grandi impianti e sistemi di produzione distribuita. Le strutture energivore, come ospedali e grandi complessi industriali, richiedono infatti disponibilità di energia su larga scala, mentre il tessuto economico regionale può beneficiare di impianti di dimensioni più contenute, comunità energetiche e sistemi di autoproduzione. L’intenzione della Regione è quindi quella di favorire contemporaneamente entrambe le soluzioni, valorizzando anche il patrimonio pubblico disponibile e incentivando le comunità energetiche.

I ritardi sulle connessioni alla rete

Durante il confronto è stato affrontato anche uno dei principali ostacoli allo sviluppo delle energie rinnovabili: i tempi necessari per collegare gli impianti alla rete elettrica. Su questo fronte la Regione ha già attivato un tavolo tecnico con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni alle criticità che rallentano soprattutto i progetti di minori dimensioni. De Luca ha inoltre ricordato che risultano attualmente in fase di istruttoria circa 900 megawatt di nuovi impianti, a fronte di un fabbisogno complessivo stimato in circa 1.300 megawatt. Secondo l’assessore questo dato dimostra come le richieste di autorizzazione siano numerose, ma anche come sia necessario governare attentamente il processo di valutazione, evitando autorizzazioni automatiche e mantenendo una pianificazione complessiva del territorio.

Il nodo delle aree idonee

Ampio spazio è stato dedicato anche alla disciplina delle cosiddette aree idonee per l’installazione degli impianti. La Regione aveva già introdotto nel 2025 una normativa destinata a individuare ulteriori superfici nelle quali favorire la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, comprese aree industriali, infrastrutture, invasi artificiali e zone legate alle comunità energetiche. Successivamente, però, la normativa nazionale ha modificato il quadro regolatorio restringendo sensibilmente il margine di intervento delle Regioni, soprattutto nei territori caratterizzati da numerosi beni sottoposti a tutela paesaggistica, come l’Umbria. De Luca ha precisato che un’area idonea non equivale a un’autorizzazione automatica, ma rappresenta semplicemente un ambito nel quale le procedure risultano più snelle e i tempi amministrativi possono essere ridotti.

Il caso dell’eolico e la necessità di una nuova programmazione

Particolare attenzione è stata dedicata anche allo sviluppo dell’energia eolica. Secondo l’assessore, la presenza della risorsa vento è limitata ad alcune aree del territorio umbro e il sistema vigente induce gli operatori a presentare rapidamente le domande per assicurarsi priorità nelle autorizzazioni. Questo fenomeno determina spesso la sovrapposizione di più progetti sulle stesse zone, complicando il confronto con i Comuni e con le comunità locali. Per questo motivo la Regione auspica una revisione della normativa nazionale che restituisca agli enti regionali una maggiore capacità di programmazione, consentendo di individuare preventivamente le aree più adatte dal punto di vista ambientale e paesaggistico.

Il confronto tra istituzioni, ambiente e mondo economico

Nel corso dell’iniziativa sono intervenuti anche Giacomo Porrazzini, Alberto Giombetti, Francesco Ferrante, Maurizio Zara, Carlo Calvieri e un rappresentante dell’associazione Energia per l’Italia. Gli interventi hanno evidenziato la necessità di affrontare la sfida climatica con strumenti concreti, ricordando come la transizione energetica rappresenti una scelta ormai strategica per il futuro del Paese. In apertura dei lavori Giampiero Rasimelli ha sottolineato che una trasformazione così profonda non può essere gestita esclusivamente attraverso decisioni calate dall’alto, ma richiede il coinvolgimento delle comunità locali, una programmazione chiara, tempi certi e un quadro normativo stabile. Anche Porrazzini ha richiamato la responsabilità delle istituzioni nel rispondere alla crisi climatica, ricordando che la scienza da decenni indica la necessità di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. L’incontro si è concluso con la volontà condivisa di proseguire il confronto per costruire una strategia regionale capace di coniugare sviluppo delle energie rinnovabili, competitività economica e salvaguardia del paesaggio umbro.

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