Maltempo, agricoltura in ginocchio, la conta dei danni

Maltempo, agricoltura in ginocchio, la conta dei danni
Pianello

Agricoltori umbri in ginocchio dopo il forte maltempo che ha colpito l’intera regione. Un maggio disastroso che ha segnato, in modo irreparabile, la perdite di interi raccolti. “L’attuale disastrosa situazione climatica e ambientale che ha provocato danni ingenti sui campi e perdite che arrivano anche al 100% nella produzione di cibo locale – ha sottolineato il presidente Cia Umbria Matteo Bartolini– ci spinge a valutare con urgenza la presentazione di una richiesta dello stato di calamità naturale per le nostre aziende agricole, così da attivare tutti gli strumenti utili per sostenere, per quanto possibile, i nostri agricoltori, sperando in un indennizzo che sia veloce ed adeguato”.

LA CONTA DEI DANNI SETTORE PER SETTORE

Fieno e Foraggere

Il clima pazzo di maggio, con continue e abbondanti piogge, ha impedito il primo raccolto del fieno sui campi in quasi tutte le aziende nostre associate. Solitamente sono tre i raccolti annuali, ma il maltempo ha fatto registrare una perdita totale, del 100% del prodotto, sul primo mancato appuntamento dell’anno.

Semine primaverili

Moltissimi agricoltori si sono trovati costretti a saltare la semina nei campi coltivati a girasole e mais in primis, registrando anche in questo settore una perdita del 100% del prodotto. E anche dove qualche imprenditore agricolo è riuscito nell’impresa, nonostante i continui temporali di carattere  e intensità autunnale, l’attuale sviluppo delle piante non è in linea con il periodo.

Cereali

I cereali sono tra le colture che hanno resistito meglio al forte maltempo  delle ultime settimane. Ma nei campi dove il grano aveva già raggiunto una certa altezza, le spighe si trovano adesso ‘allettate’, in particolare dopo le ultime 48 ore di violento temporale. Anche sperando in un miglioramento delle condizioni climatiche e in un po’ di sole in arrivo, difficilmente si potranno recuperare quegli steli ad oggi piegati dal vento e dalla pioggia. La perdita non è ancora quantificabile, ma si può stimarla a non meno del 20%.

Miele

Il freddo delle ultime settimane ha fortemente ridotto la produzione del miele umbro. Considerando che non avremo campi coltivati a girasole per via della mancata semina, anche la varietà di miele millefiori verrà meno. La perdita di produzione accertata per il miele umbro è del 90%.

Ortaggi

In estremo ritardo la produzione di pomodori e meloni, ad esempio, per effetto delle basse temperature che non aiutano la giusta maturazione degli ortaggi. Se il clima migliorerà nelle prossime ore, si può sperare in una lenta ripresa, ma con una produzione che comunque registra ormai una perdita del 50%.

Tabacco

Molti gli agricoltori che a causa di terreni alluvionati dalle piogge non sono riusciti a piantarlo. Sul campo, siamo in ritardo di un mese. Se le condizioni metereologiche torneranno presto alla normalità, la produzione sarà comunque ridotti e di minore qualità.

Conseguenze per l’agricoltura convenzionale

Il maltempo dell’ultimo mese, con forti e ravvicinate escursioni termiche, temperature più basse rispetto alla media del periodo e piogge abbondanti, ha creato terreno fertile per maggiori attacchi fungini. Tutto ciò si traduce in una quantità maggiore di trattamenti fitosanitari, con un conseguente aumento dei costi di produzione (triplicate le ore di lavoro sui campi) e maggiori costi di trasporto (salgono le spese per il maggior consumo di carburante  per i trattori). Conseguente è il rischio che la vendita non vada neanche a coprire i costi di produzione per l’agricoltore umbro.

Conseguenze per l’agricoltura biologica

Per legge, l’agricoltore che produce secondo certificazione bio non può utilizzare prodotti di sintesi per i trattamenti fitosanitari. Inoltre, in agricoltura biologica per gli attacchi fungicidi veniva ammesso l’utilizzo del rame, ma con la nuova disposizione europea le quantità massime ammesse non permettono la giusta difesa in queste condizioni climatiche. Tutto ciò rende l’intera produzione del settore biologico fortemente a rischio.

Se ai danni dal maltempo, si aggiungono quelli causati dalla fauna selvatica e da una burocrazia asfissiante, ecco che si verifica la tempesta perfetta per la chiusura delle nostre aziende agricole.

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