Flick, vaccino si può introdurre con obbligo o come forte raccomandazione

 
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Flick, vaccino si può introdurre con obbligo o come forte raccomandazione

Flick, vaccino si può introdurre con obbligo o come forte raccomandazione

(di Enzo Bonaiuto) – “L’obbligo di vaccinazione contro il coronavirus è certamente una ipotesi costituzionalmente praticabile, attraverso una legge del Parlamento o di un decreto legge del governo che sia poi convertito in legge”. E’ quanto assicura all’AdnKronos il presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, ricordando che “l’articolo 32 della Costituzione, per ragioni storiche, guarda soprattutto alla possibilità di rifiutare un intervento medico, perché ha presente i processi dei medici a Norimberga e le atrocità degli esperimenti nazisti. Ma la stessa Carta parla sia di diritto fondamentale dei cittadini che di interesse della collettività”.

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Dunque, spiega il costituzionalista, “la gestione della propria salute è rimessa soprattutto all’autodeterminazione del soggetto, ma va al tempo stesso inserita in un discorso di obbligo di solidarietà e dunque con la previsione della possibilità di dover sottostare a indicazioni dello Stato, che ad esempio renda obbligatori in tempo di pandemia l’uso del vaccino. Teniamo anche presente che è vero che c’è una differenza concettuale tra la raccomandazione e l’obbligo, ma non è poi così significativa da cambiare l’ordine delle cose”.

Infatti, per Flick, “anche una forte raccomandazione, che può essere giustificata in relazione alla considerazione di maturità delle persone, da un punto di vista giuridico vale esattamente come l’obbligatorietà; tanto è vero che lo Stato riconosce un indennizzo nel caso in cui chi ha risposto positivamente alla raccomandazione statale ne abbia poi ricevuto un danno”.

In sostanza, “si dovrà valutare se sia meglio la forte raccomandazione oppure l’obbligatorietà. Ma se si impone un obbligo e si introduce una sanzione, poi vanno mantenuti; con sanzioni che siano proporzionate alla gravità della disobbedienza e che dunque difficilmente possano arrivare fino alla coazione alla vaccinazione. E ricordando sempre che un dovere diventa poi anche un diritto alla vaccinazione”, avverte il presidente emerito della Corte Costituzionale.

(Bon/Adnkronos)

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