
La squadra mobile di Perugia ha arrestato questa mattina tre persone per spaccio, al termine di un’operazione partita dalla morte per overdose di Luca Ciancabilla. Si tratta di due tunisini di 35 anni, e di una perugina di 45. A loro gli agenti della narcotici sono risaliti in seguito alla morte del giovane, trovato privo di vita, lo scorso 19 aprile,. nella sua abitazione di Ponte Valleceppi, appena uscito da un periodo di riabilitazione presso una comunità terapeutica di Sant’Elpidio a Mare.
Gli investigatori della Mobile, risalendo ai contatti avuti dal giovane il giorno prima della morte, hanno individuato un perugino di 52 anni, B.D. e Gharbi. Il primo, in particolare, che è considerato un “intermediario” tra gli spacciatori e i loro clienti, avrebbe contattato il secondo per rifornire della dose di droga Ciancabilla. Dose che è risultata letale. Da qui le indagini si sono allargate per risalire al giro d’affari di Gharbi. Un vasto giro d’affari visto che nell’arco dei 45 giorni in cui è stato intercettato, ha venduto circa 450 dosi di eroina e cocaina. La polizia è risalita anche a una coppia di conviventi Stiti e Michelucci attivamente impegnata nella vendita di droga. Tutti e tre sono accusati di spaccio mentre Gharbi anche di omicidio colposo per aver ceduto la dose letale. Il perugino B.D, è stato indagato, invece, a piede libero. Le misure cautelari, chieste dal pm Milani e disposte dal gip Semeraro, sono state eseguite questa mattina. Gharbi è stato arrestato nella sua abitazione in via dei Lillà mentre agli altri due, già arrestati, la misura è stata notificata in carcere. E’ stata inoltre perquisita l’abitazione del perugino B.D dove sono stati rinvenuti 5,60 grammi di marijuana.

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