
(umbriajournal.com) PERUGIA – Secondo il Rapporto Legambiente e Sole 24 Ore, Perugia avrebbe scalato la classifica dal quinto al quarto posto tra le città medie (e non in assoluto, come erroneamente si potrebbe ritenere) quanto a eco-performance . Quali gli indicatori considerati? Nelle 240 pagine del Rapporto, leggiamo, tra gli altri: qualità dell’aria, consumi idrici domestici, dispersione della rete, produzione di rifiuti urbani, raccolta differenziata , trasporto pubblico, mobilità alternativa, isole pedonali, piste ciclabili, politiche energetiche, aree verdi.
Ad un’attenta lettura della scheda relativa alla nostra città, apprendiamo che abbiamo un indice di ciclabilità è pari a 17,65 (decisamente molto alto!) contro una media nazionale di 39,24. Ci piacerebbe sapere con quali criteri sono stati fatti questi rilevamenti atteso che l’amministrazione ha speso €400 000 per realizzare piste ciclabili per semplice diletto e non come mezzo di trasporto. Può dirsi questa una scelta ecologicamente valida ad una mobilità dolce per Perugia? Continuando nell’analisi del Rapporto, l’indice relativo al trasporto pubblico, pari a 38 contro una media nazionale di 27, farebbe ritenere che a Perugia il servizio di mobilità sia un elemento di forza.
Chi vive a Perugia sa bene la situazione in cui versa il trasporto pubblico: Umbria Mobilità sull’orlo del fallimento con mezzi privi di manutenzione, corse fortemente ridotte, Minimetrò che offre corse lentissime ed affatto ecologiche solo ad una limitata zona della città , auto elettriche inesistenti (ma l’amministrazione, intanto, ha speso per realizzare le colonnine per la ricarica). A proposito di Minimetrò, forse agli esperti di Legambiente occorre ricordare che per ottenere un beneficio in termini di riduzione di gas serra i suoi passeggeri dovrebbero essere circa 30000 (molti di più rispetto ai 9000 fissati come obiettivo) .
Il Rapporto di Legambiente, riporta un altro interessante dato, quello relativo alla raccolta differenziata pari al 54% contro il dato nazionale pari al 43%. Anche su questo aspetto occorre precisare. La raccolta differenziata porta non è garantita in quartieri particolarmente popolosi come quelli di Madonna Alta e Ponte San Giovanni; l’educazione alla riduzione dei rifiuti, il riuso e la corretta separazione dei rifiuti non è stata attuata dall’Amministrazione in quanto priva di una strategia vera e propria di “rifiuti zero”; risulta totalmente assente la raccolta differenziata nei siti commerciali e nelle vie della città.
Legambiente ha valutato infine le ragioni che sottendono all’ampliamento della discarica di Borgo Giglione? Il Movimento Cinque Stelle di Perugia continua a mantenere alta l’attenzione e prosegue nel suo lavoro di informazione alla cittadinanza che, consapevole del reale “stato dell’arte” in città quanto ad eco-sostenibilità, non può acquisire i dati del Rapporto in maniera acritica. In conclusione, non possiamo dimenticare chi è Legambiente: il suo fondatore ed ex Presidente è Chicco Testa , esponente del PCI e successivamente, presidente dell’ ENEL oltre che grande sostenitore del nucleare; altro Presidente nazionale è stato Ermete Realacci, attualmente presidente onorario, esponente del PD e ministro ombra dell’ ambiente con Pierluigi Bersani.Legambiente è, inoltre, socio azionario di Sorgenia (10 %) la finanziaria del gruppo De Benedetti.
Che dire, infine , su quanto scrive Andrea Liberati, segretario regionale Umbria di Legambiente: “Le tante proteste che nascono sui territori ogni qual volta si realizza o si vuol realizzare un impianto che ha a che fare in qualche modo con l’ambiente devono essere giudicate caso per caso…”. Possiamo solo ribadire che parlare di ambiente in modo indipendente e lontano da interessi economici e politici è l’unico strumento per essere credibili agli occhi del cittadino. Movimento 5 Stelle Perugia

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