
PERUGIA – Seggi piazzati in aula magna, urne aperte dalle 8,30 del mattino alle 18,30. I risultati di oggi serviranno per contarsi e definire le alleanze in vista della seconda sfida, che andrà in scena tra una settimana: il 17 ottobre. Da lì usciranno i due sfidanti che dovranno misurarsi nel ballottaggio del 24. Votano in 2489, ma siccome i 1186 dipendenti valgono un decimo, per vincere al primo colpo servirebbero 712 consensi..Dopo un anno di proroga – firmato dall’ex ministro Profumo – e quattro mesi di ritardo – il pasticcio delle liste studentesche finito davanti al Tar – finalmente l’Università di Perugia sceglie il nuovo rettore.
Si sfidano in cinque, e nei 700 anni di storia dell’Ateneo non è per nulla una cosa normale. In corsa tre presidi, Gianni Bidini (Ingegneria), Fausto Elisei (Scienze) e Franco Moriconi (Veterinaria), un ex membro del Csm, Mauro Volpi, e l’amministratore dell’Adisu Maurizio Oliviero. Probabilmente la battaglia finirà al ballottaggio, vale a dire il terzo turno elettorale in calendario tra due settimane. E pure questa una novità A vedere com’è andata la campagna elettorale, sarebbe una specie di mission impossible. Tra prof e ricercatori, il grosso degli elettori è composto da chi sta in cattedra: ben 276 prof ordinari e 316 associati.
La parte del leone la fa Medicina, nel nuovo assetto dell’Ateneo a 16 dipartimenti c’è Medicina, Medicina Sperimentale e Scienze Chirurgiche e biochimiche. Poi i ricercatori, anche loro sono tanti: 487 a tempo indeterminato e altri 52 con contratti a tempo determinato. La parola d’ordine è «voto per il cambiamento». Per ora, comunque, nessuna indicazione precisa sui nomi. Ma i ricercatori, si sà, sono un po’ secchioni, così hanno diffuso un “quadro sinottico” in cui mettono a confronto i programmi dei cinque candidati in merito alle loro sette proposte: Ateneo pubblico, trasparenza, gestione democratica, centralità di didattica e ricerca, programmazione dell’organico e criteri di valutazione. Come dire: metodo scientifico. Votano anche i rappresentanti degli studenti, quelli usciti dalla battaglia al Tar e dal voto di due settimane fa: tra senatori, membri del cda, eletti nei consigli dei dipartimenti e nel consiglio degli studenti sono in 172.
Il blocco più grosso è quello dell’Udu (in bilico tra Volpi e Oliviero), che insieme ai ternani di Liberamente supera quota 60. Il centrodestra conta una cinquantina di voti – «No a candidati di sinistra», l’unica indicazione certa, senza sbilanciamenti sui nomi – più una ventina di cartucce di Rinascita Universitaria (Fdi). Oltre trenta i rappresentanti di Student’s Office (Comunione e liberazione) che guardano a Fausto Elisei. Tra dipendenti, dirigenti – sono quattro di cui uno in aspettativa – e interpreti, si aggiungono altri 1186 votanti. Loro però contano meno, voto ponderato: dieci valgono uno. La Cisl ufficialmente ha lasciato mani libere a tutti: vuol dire che i consensi si divideranno fra tre candidati, almeno tre. In casa Cgil si sono sbilanciati un po’ di più: «Convince il programma di Mauro Volpi», ma per ora nessun diktat. Pronti, via: urne aperte.
I PROGRAMMI DEI RETTORI

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