Un Pasto al Giorno torna nelle piazze per combattere la fame

Un Pasto al Giorno torna nelle piazze per combattere la fame

Puzzle solidale in Umbria con volontari il 26 e 27 settembre

📌 FLASH NEWS – Il 26 e 27 settembre torna Un Pasto al Giorno della Comunità Papa Giovanni XXIII. In Umbria volontari e membri saranno presenti sul territorio con il puzzle solidale, mentre la povertà relativa familiare è all’8,4% regionale.


La Comunità Papa Giovanni XXIII torna nelle piazze italiane il 26 e 27 settembre con “Un Pasto al Giorno”, iniziativa dedicata alla sensibilizzazione sul tema della fame e della povertà. La realtà fondata da don Oreste Benzi nel 1968 proporrà quest’anno una tessera di puzzle in legno come simbolo della responsabilità condivisa davanti alle situazioni di bisogno.

A chi si fermerà nelle piazze sarà consegnato un tassello appartenente a una più ampia composizione illustrata. L’immagine scelta dalla Comunità vuole rappresentare un impegno che può completarsi soltanto attraverso la partecipazione di tutti, sottolineando il valore attribuito al contributo individuale all’interno di un’azione collettiva.

La presenza della Comunità in Umbria

L’iniziativa interesserà anche l’Umbria, dove la Comunità Papa Giovanni XXIII dispone di sei realtà di accoglienza e assiste ogni anno numerose persone.

Il tema della povertà, secondo quanto evidenziato dalla Comunità, riguarda anche il territorio regionale. Gli ultimi dati Istat citati indicano infatti nell’8,4% l’incidenza della povertà relativa familiare in Umbria. Un valore che inserisce il problema del disagio economico anche nel contesto delle comunità locali.

I volontari e i membri della Comunità saranno presenti sul territorio umbro durante il fine settimana del 26 e 27 settembre e proseguiranno le attività anche nelle settimane successive.

Un puzzle come simbolo della condivisione

L’illustrazione utilizzata per il grande puzzle è stata realizzata da Filippo Serafini, figlio di una famiglia della Comunità cresciuta nella parrocchia che fu di don Oreste Benzi.

L’opera raffigura una grande tavola condivisa, attorno alla quale trovano posto bambini, anziani, persone con disabilità, persone senza dimora, famiglie, volontari e missionari. Alcuni aggiungono un posto, altri dividono il pane, accompagnano una persona in carrozzina oppure accolgono chi arriva.

La rappresentazione richiama le attività svolte quotidianamente dalla Comunità nelle case famiglia, nelle Capanne di Betlemme, nelle comunità terapeutiche, nei centri nutrizionali, nelle missioni e nelle strutture di accoglienza presenti in circa 40 Paesi.

Le tessere realizzate dalla cooperativa sociale

Dalle tessere del puzzle sono stati ricavati anche dei magneti in legno, destinati alle persone che parteciperanno all’iniziativa nelle piazze.

La realizzazione è stata affidata alla Cooperativa sociale Ro’ La Formichina, nata in provincia di Catania nell’ambito della Comunità Papa Giovanni XXIII. La cooperativa coinvolge persone che hanno incontrato difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro, offrendo attraverso la lavorazione del legno un percorso di reinserimento.

Ogni particolare dell’illustrazione richiama esperienze vissute dalla Comunità in diverse parti del mondo, dal Bangladesh allo Zambia, dal Brasile alla Bolivia, fino alle mense di strada e alle strutture italiane di accoglienza.

Il pasto come relazione e dignità

Alla base della campagna c’è la concezione secondo cui garantire il cibo non significhi soltanto rispondere a una necessità immediata. Per la Comunità, il pasto può rappresentare anche istruzione, salute, protezione, relazione e opportunità per il futuro.

La campagna porta il messaggio “Una tavola ci unisce: insieme facciamo posto alla dignità” e riprende uno degli elementi centrali dell’esperienza avviata da don Oreste Benzi: non limitarsi alla risposta assistenziale, ma condividere concretamente la vita con chi si trova in condizioni di difficoltà.

Il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, Matteo Fadda, ha richiamato proprio questa impostazione spiegando la differenza tra offrire del cibo a una persona affamata e invitarla a condividere lo stesso pasto. Nella visione proposta dalla Comunità, la condivisione mira a ridurre la distanza tra chi dispone di risorse e chi ne è privo.

L’appello alla responsabilità collettiva

Secondo Matteo Fadda, “Un Pasto al Giorno” vuole favorire il passaggio da una dimensione individuale a una responsabilità condivisa, collegando l’aiuto materiale ai concetti di dignità, giustizia e partecipazione.

La tavola diventa quindi il simbolo utilizzato dalla Comunità per rappresentare una relazione nella quale chi offre e chi riceve non occupano posizioni separate, ma partecipano allo stesso momento di condivisione.

Il puzzle distribuito nelle piazze segue la stessa logica: ogni tessera rappresenta una parte necessaria dell’immagine complessiva e richiama l’idea secondo cui il contrasto alla fame e all’indigenza richiede il coinvolgimento dell’intera comunità.

In Umbria la mobilitazione partirà nel fine settimana del 26 e 27 settembre, con la presenza dei volontari e dei membri della Comunità Papa Giovanni XXIII sul territorio regionale e con ulteriori appuntamenti previsti nelle settimane successive.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*