Account violati senza clic: le misure indicate dalla Polizia
📌 FLASH NEWS – Nuova ondata di attacchi zero-click contro account WhatsApp. La Polizia di Stato invita ad aggiornare iOS e app, controllare i dispositivi collegati, attivare la verifica in due passaggi e verificare ogni richiesta di denaro.
Nuova ondata di compromissioni degli account WhatsApp
Una nuova ondata di attacchi informatici cosiddetti “zero-click” sta interessando gli account WhatsApp e ha portato la Polizia di Stato a richiamare l’attenzione degli utenti sulle misure necessarie per ridurre i rischi. Le compromissioni segnalate presentano una caratteristica particolarmente delicata: in determinate circostanze l’attacco può essere portato a termine senza che il proprietario del dispositivo debba compiere alcuna azione.
Le vulnerabilità individuate riguardano versioni non aggiornate del sistema operativo iOS e dell’applicazione WhatsApp sui dispositivi Apple. Proprio l’assenza della necessità di un’interazione diretta da parte della vittima rende questa tipologia di attacco diversa da numerosi altri tentativi di frode digitale, nei quali è invece richiesto di aprire un collegamento, scaricare un contenuto o compiere un’altra operazione.
Il fenomeno segnalato rende quindi particolarmente importante mantenere aggiornati sia il sistema operativo sia le applicazioni installate sul proprio dispositivo.
Account violati utilizzati per chiedere denaro ai contatti
Una volta ottenuto l’accesso all’account WhatsApp, i criminali possono utilizzare l’identità della vittima per contattare familiari, amici o altre persone conosciute. I messaggi vengono inviati facendo apparire la richiesta come proveniente dal legittimo proprietario dell’account.
Uno degli scenari indicati riguarda le richieste di denaro accompagnate dalla simulazione di una situazione di emergenza. Il destinatario, riconoscendo il nome o il profilo di una persona conosciuta, potrebbe essere indotto a ritenere autentico il messaggio e procedere rapidamente al pagamento richiesto.
La Polizia di Stato raccomanda per questo motivo di non effettuare trasferimenti di denaro senza avere prima accertato l’identità della persona che formula la richiesta. La verifica dovrebbe essere effettuata attraverso un canale differente rispetto alla conversazione WhatsApp sospetta.
È possibile, ad esempio, contattare direttamente la persona interessata attraverso un altro numero o un diverso dispositivo oppure, quando le circostanze lo consentono, effettuare la verifica personalmente.
Aggiornamenti fondamentali per ridurre le vulnerabilità
Tra le principali indicazioni della Polizia di Stato c’è quella di mantenere costantemente aggiornati il sistema operativo del dispositivo e WhatsApp. Le nuove versioni del software, oltre a introdurre eventuali funzionalità, possono infatti contenere correzioni relative alla sicurezza.
Nel caso specifico delle compromissioni segnalate, Apple ha predisposto appositi aggiornamenti di sicurezza. La raccomandazione è pertanto quella di utilizzare le versioni più recenti disponibili sia per i dispositivi sia per le applicazioni.
Apple raccomanda inoltre di proteggere il proprio Apple Account attraverso l’autenticazione a due fattori, aggiungendo così un ulteriore livello di sicurezza all’accesso.
L’aggiornamento dei dispositivi assume particolare rilievo proprio davanti ad attacchi che possono sfruttare vulnerabilità presenti nelle versioni precedenti dei software.
Il controllo della sezione “Dispositivi collegati”
Un’altra verifica suggerita riguarda direttamente le impostazioni di WhatsApp. Gli utenti dovrebbero controllare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati”, attraverso la quale è possibile visualizzare le sessioni associate al proprio account.
Il controllo consente di individuare la presenza di eventuali dispositivi che il titolare non riconosce. In questo caso è possibile procedere immediatamente alla disconnessione della sessione sospetta, riducendo il rischio che l’accesso non autorizzato possa continuare.
La verifica periodica delle sessioni rappresenta quindi una delle operazioni indicate per mantenere sotto controllo gli accessi al proprio profilo WhatsApp.
Verifica in due passaggi e protezione del dispositivo
La Polizia di Stato invita inoltre gli utenti ad attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp. A questa misura si affiancano altre precauzioni destinate a rafforzare complessivamente la protezione del dispositivo utilizzato per le comunicazioni.
Tra le indicazioni rientra la limitazione del download automatico di contenuti e allegati ricevuti attraverso l’applicazione. Il telefono dovrebbe inoltre essere protetto mediante gli strumenti di sicurezza disponibili, utilizzando un codice di accesso oppure sistemi biometrici come Touch ID o Face ID.
L’obiettivo delle diverse misure è creare più livelli di protezione, intervenendo sia sull’accesso fisico al dispositivo sia sulla sicurezza dell’account e delle sessioni collegate.
Cosa fare quando l’account risulta compromesso
Nel caso in cui un utente si accorga che il proprio account WhatsApp è stato compromesso, è importante intervenire rapidamente. La prima indicazione è quella di informare tempestivamente i propri contatti, mettendoli in guardia dalla possibilità che possano ricevere messaggi non realmente inviati dal titolare del profilo.
L’avvertimento assume particolare importanza quando attraverso l’account violato vengono inoltrate richieste di denaro. Familiari, amici e conoscenti devono essere invitati a non rispondere e a non effettuare pagamenti sulla base dei messaggi ricevuti.
Parallelamente deve essere avviata la procedura di recupero dell’account WhatsApp, con l’obiettivo di riprenderne il controllo e impedire ulteriori utilizzi non autorizzati.
La raccomandazione della Polizia di Stato
La prevenzione resta quindi basata su una combinazione di aggiornamenti, verifiche periodiche e prudenza davanti alle richieste ricevute attraverso i servizi di messaggistica.
Anche quando un messaggio sembra provenire da un familiare, un amico o un’altra persona conosciuta, una richiesta improvvisa di denaro dovrebbe essere verificata direttamente attraverso un canale alternativo prima di effettuare qualsiasi pagamento.
Gli utenti sono inoltre invitati a controllare regolarmente le sessioni WhatsApp attive, utilizzare la verifica in due passaggi e mantenere protetti i propri dispositivi attraverso codice o riconoscimento biometrico.
Per dubbi, anomalie o segnalazioni, la Polizia di Stato ricorda infine la possibilità di rivolgersi alla Polizia Postale attraverso il Commissariato di PS online, punto di riferimento per le segnalazioni riguardanti la sicurezza e i rischi connessi all’utilizzo degli strumenti digitali.
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