Dipendenze e giustizia, Comunità Incontro sostiene nuovo Ddl

Dipendenze e giustizia, Comunità Incontro sostiene nuovo Ddl

Per Nicolasi cura e recupero rafforzano sicurezza e legalità

🏛️ Comunità Incontro ETS accoglie con favore il Ddl sulle misure alternative al carcere per detenuti con dipendenze. Giampaolo Nicolasi: cura e recupero sono centrali contro la recidiva e per la sicurezza collettiva. ora


Il giudizio della Comunità Incontro sulla riforma

La Comunità Incontro ETS di Amelia esprime apprezzamento per l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati del disegno di legge dedicato alla detenzione domiciliare presso strutture terapeutiche e riabilitative per detenuti con problemi di tossicodipendenza o alcoldipendenza.

Il provvedimento introduce un quadro nel quale il percorso terapeutico assume un ruolo centrale nei confronti delle persone detenute che presentano una condizione di dipendenza. Per la Comunità Incontro, l’approvazione rappresenta un passaggio rilevante sul piano giuridico e sociale, perché punta a collegare esecuzione della pena, cura, recupero e prevenzione della recidiva.

La struttura di Amelia sottolinea in particolare il valore di percorsi terapeutici orientati al reinserimento della persona. L’obiettivo indicato è intervenire sulle condizioni di dipendenza che possono accompagnarsi alla commissione di reati, mantenendo insieme le esigenze della giustizia e quelle della riabilitazione.

Nicolasi: certezza della pena e finalità rieducativa

A commentare l’approvazione è Giampaolo Nicolasi, capostruttura della Comunità Incontro, che definisce la riforma un risultato atteso da tempo. Secondo Nicolasi, il nuovo impianto segna un cambiamento nell’approccio alla dipendenza patologica quando questa si intreccia con vicende giudiziarie e con l’esecuzione della pena.

Il punto centrale, nella valutazione della Comunità Incontro, riguarda la possibilità di coniugare la certezza della pena con la finalità rieducativa e di recupero prevista dall’articolo 27 della Costituzione. Il trattamento terapeutico viene quindi considerato parte di un percorso finalizzato a contrastare la recidiva e, nello stesso tempo, a tutelare la sicurezza della collettività.

La posizione espressa dalla struttura umbra insiste sulla necessità di affrontare la dipendenza attraverso strumenti terapeutici specifici. In questa prospettiva, la risposta alla persona detenuta con dipendenza non si esaurisce nell’esecuzione della pena, ma comprende un intervento destinato ad affrontare il problema che richiede cura e riabilitazione.

Le comunità terapeutiche non sostituiscono il carcere

Giampaolo Nicolasi precisa inoltre che il disegno di legge non deve essere interpretato come una misura destinata semplicemente a ridurre la popolazione detenuta. Le comunità terapeutiche, secondo la posizione espressa dalla Comunità Incontro, non costituiscono un’alternativa generalizzata al carcere e non devono essere trasformate in strutture con questa funzione.

Si tratta, invece, di servizi sanitari accreditati nei quali vengono realizzati percorsi terapeutici e riabilitativi rivolti alle persone con dipendenze. La distinzione viene considerata essenziale per comprendere la portata del provvedimento e il ruolo attribuito alle strutture coinvolte.

Il trasferimento verso un percorso terapeutico, nella valutazione della Comunità Incontro, deve quindi mantenere una precisa finalità sanitaria e riabilitativa. Il trattamento della dipendenza diventa il fulcro dell’intervento, all’interno di un quadro che continua a tenere conto delle conseguenze giudiziarie legate ai reati commessi.

Dopo l’approvazione serve l’attuazione della riforma

L’approvazione definitiva del disegno di legge rappresenta però, per la Comunità Incontro, soltanto una parte del percorso. Il passaggio successivo sarà quello della piena attuazione delle nuove disposizioni, affinché quanto previsto possa tradursi concretamente nei percorsi destinati alle persone con dipendenze.

Giampaolo Nicolasi richiama, in particolare, la necessità di accompagnare la riforma con investimenti adeguati a sostegno della rete dei servizi territoriali. Le strutture terapeutiche e riabilitative sono chiamate a svolgere un ruolo specifico e, secondo la Comunità Incontro, devono poter contare sulle condizioni necessarie per garantire interventi efficaci.

L’obiettivo indicato è fare in modo che le nuove misure offrano opportunità concrete alle persone interessate e producano, allo stesso tempo, effetti positivi sul sistema penitenziario. La capacità della riforma di raggiungere questi risultati dipenderà quindi anche dalle modalità con cui sarà applicata e dalle risorse destinate alla rete dei servizi.

La disponibilità della struttura di Amelia

La Comunità Incontro ETS di Amelia conferma la propria disponibilità a partecipare all’attuazione dei percorsi previsti dalla nuova disciplina, mettendo a disposizione professionalità e competenze maturate nell’ambito della cura e della riabilitazione delle dipendenze.

L’obiettivo dichiarato è offrire alle persone che vivono una condizione di dipendenza, comprese quelle con pendenze giudiziarie, una possibilità terapeutica finalizzata al recupero e alla ripresa della propria vita.

La Comunità considera il percorso di cura uno strumento che può incidere anche sulla prevenzione della recidiva. La prospettiva indicata lega quindi il recupero individuale alla tutela della collettività, ponendo il trattamento terapeutico all’interno di un percorso che mantiene insieme dimensione sanitaria, riabilitativa e giudiziaria.

Il ringraziamento ad Alfredo Mantovano

Nel commentare la conclusione dell’iter parlamentare, la Comunità Incontro rivolge infine un ringraziamento ad Alfredo Mantovano, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche antidroga.

La struttura di Amelia evidenzia la sensibilità, la determinazione e l’impegno attribuiti al Sottosegretario nell’accompagnamento del percorso legislativo che ha portato all’approvazione definitiva del provvedimento.

Per la Comunità Incontro, l’attenzione dovrà ora concentrarsi sulla fase applicativa, affinché cura delle dipendenze, recupero delle persone, finalità rieducativa della pena e sicurezza della collettività possano trovare concreta attuazione attraverso il rafforzamento dei servizi terapeutici e territoriali coinvolti.

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