Zio condannato per abusi sulla nipote: conferma definitiva

Giustizia umbra sotto pressione tra riforme e cantieri

Spoleto, giudici ribadiscono 5 anni e 2 mesi di carcere

Nuova condanna per lo zio cinquantaquattrenne accusato di violenza sessuale aggravata sulla nipotina, all’epoca dei fatti di età inferiore ai dieci anni. Il Tribunale di Spoleto ha inflitto cinque anni e due mesi di reclusione, confermando la responsabilità dell’uomo dopo il processo di primo grado bis. La vicenda giudiziaria si era riaperta nel 2023, quando la Corte d’Appello di Perugia aveva annullato la precedente sentenza di condanna a sette anni, rilevando la violazione del principio di immutabilità del giudice: nel dibattimento originario, durato quasi otto anni, si erano alternati ben sette collegi.

Il nuovo procedimento, scrive Ilaria Bosi su Il Messaggero, celebrato con tempi rapidi e davanti al collegio presieduto da Claudia Matteini, ha ripercorso da capo le testimonianze e ascoltato consulenti della difesa. La ricostruzione della procura, rappresentata dal pm Alessandro Tana, ha delineato un quadro di abusi avvenuti tra il 2006 e il 2010, quando la bambina trascorreva frequenti notti a casa degli zii. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe approfittato della fragilità della minore, palpeggiandola e mostrandosi nudo. Il silenzio della vittima, rotto solo grazie alla confidenza con un’insegnante, ha dato avvio all’indagine.

Il Tribunale ha riconosciuto le attenuanti generiche, essendo l’imputato incensurato, ma ha disposto ulteriori misure: sospensione della responsabilità genitoriale per tutta la durata della pena, divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da minori per un anno dopo la scarcerazione e risarcimento alle parti civili. La difesa potrà impugnare la sentenza, ma per la parte civile la conferma rappresenta un passaggio cruciale. L’avvocato Annamaria Pacialeo ha sottolineato la soddisfazione per la decisione, che riafferma la credibilità del racconto della giovane, duramente provata da anni di sofferenza.

La vicenda, segnata da un lungo iter processuale e da un dolore profondo, evidenzia l’importanza della tutela dei minori e della certezza della giustizia.

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