Famiglia sfrattata, mutuo da pagare: giustizia negata

Famiglia sfrattata, mutuo da pagare: giustizia negata
Foto generata con intelligenza artificiale

Santa Maria degli Angeli, vicenda giudiziaria senza fine

La vicenda che travolge la famiglia di Franco D.R.  e Giulia S., residenti a Santa Maria degli Angeli, Perugia, rappresenta un caso emblematico di ingiustizia abitativa. Dopo un grave infortunio sul lavoro che ha comportato serie ferite e una amputazione alle mani di Franco, la famiglia ha investito nel 2012 tutti i risparmi e un mutuo garantito dalla pensione di invalidità per acquistare la casa che avrebbe dovuto assicurare stabilità. Quella certezza si è trasformata in un incubo: l’immobile, comprato in buona fede, è stato travolto da una controversia giudiziaria risalente al 2003.

La causa intentata dalla figlia della venditrice per presunta incapacità della madre non fu mai trascritta nei registri immobiliari. Il notaio certificò l’assenza di gravami, ma anni dopo la famiglia è stata condannata in sede civile a restituire la casa e a pagare spese giudiziarie, pur essendo stata assolta penalmente dall’accusa di truffa. Oggi si ritrovano senza casa, con due nipoti minori insieme alla madre, una mamma in depressione e un mutuo da estinguere per un bene non più posseduto.

Le richieste di sospensione dello sfratto sono state respinte 3 volte. La famiglia rischia di finire in strada mentre la controparte dispone di ampi spazi. L’associazione Voice of People, guidata da Daniele Carollo (video a disposizione ndr), sollecita un intervento urgente delle autorità: indagini penali per truffa aggravata, verifica delle responsabilità professionali di notaio e avvocati, sospensione immediata dello sgombero e supporto istituzionale per garantire un alloggio dignitoso.

Il caso solleva interrogativi sulla tutela dei cittadini e mette in luce le falle di un sistema che non ha garantito né giustizia né protezione. La vicenda diventa monito per chi acquista immobili: la buona fede non basta se le procedure non vengono rispettate.

I video

 

 

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