Fototrappole al vaglio, verifiche forestali ogni tre giorni
Caso Arrone, attesi in settimana gli esami genetici sui vestiti della bambina di 4 anni ferita il 9 luglio. Prosegue il monitoraggio con fototrappole, visionate dai Carabinieri forestali ogni tre giorni nella zona umbra
Proseguono gli accertamenti sull’episodio avvenuto la sera del 9 luglio ad Arrone, nella zona degli impianti sportivi, dove una bambina di quattro anni è stata attaccata da un animale indicato inizialmente come un lupo. Le verifiche in corso puntano ora a ottenere elementi scientifici utili a stabilire con maggiore precisione la natura dell’animale coinvolto.
Un passaggio importante dell’attività di accertamento è atteso nel corso della settimana, quando dovrebbero arrivare i risultati degli esami genetici effettuati sui vestiti indossati dalla bambina al momento dell’attacco. Le analisi sono state affidate all’Istituto zooprofilattico di Arezzo.
Gli esami genetici sui vestiti della bambina
Gli accertamenti di laboratorio rappresentano un elemento centrale per ricostruire quanto avvenuto nella serata del 9 luglio. Attraverso l’analisi del materiale presente sugli indumenti della piccola si punta infatti a comprendere quale tipo di animale abbia provocato l’aggressione.
Le verifiche dovranno anche consentire di valutare l’ipotesi alternativa rispetto a quella formulata inizialmente. Gli esami genetici serviranno infatti a escludere che ad attaccare, mordere e trascinare la bambina possa essere stato un cane, anziché un lupo.
L’esito delle analisi è quindi atteso per fornire un elemento scientifico nell’ambito degli accertamenti ancora aperti sull’episodio avvenuto ad Arrone.
Il monitoraggio attraverso le fototrappole
Parallelamente agli esami sugli indumenti, continua l’attività di controllo nell’area interessata dall’episodio. La zona viene monitorata attraverso le registrazioni delle fototrappole, utilizzate per verificare la presenza e gli spostamenti degli animali.
Le immagini raccolte dai dispositivi vengono esaminate con regolarità dai Carabinieri forestali, che procedono alla visione delle registrazioni ogni tre giorni. L’attività consente di mantenere sotto osservazione la zona e di raccogliere eventuali elementi utili per gli accertamenti.
Il monitoraggio prosegue dunque mentre si attendono i risultati delle analisi genetiche. Le due attività procedono parallelamente: da una parte l’esame scientifico dei vestiti della bambina, dall’altra il controllo delle immagini registrate sul territorio.
Cambia la destinazione prevista in caso di cattura
È stata inoltre definita una diversa soluzione rispetto a quella inizialmente ipotizzata per l’eventuale trasferimento dell’esemplare nel caso in cui si arrivasse alla sua cattura.
In un primo momento era stata presa in considerazione l’area destinata alla fauna selvatica dei Monti Sibillini. Questa possibilità non verrà però utilizzata perché la struttura risulta priva degli strumenti di contenimento ritenuti idonei per accogliere l’animale.
L’eventuale destinazione individuata è invece l’Area faunistica del Lupo Appenninico di Pretoro, struttura situata all’interno del Parco della Maiella.
Accertamenti ancora in corso dopo l’episodio del 9 luglio
Il quadro resta quindi legato agli esiti delle verifiche ancora in corso. L’episodio risale alla sera del 9 luglio, quando la bambina di quattro anni è stata aggredita nella zona degli impianti sportivi di Arrone.
La ricostruzione dovrà essere supportata dai risultati degli esami genetici, chiamati a fornire indicazioni sull’animale coinvolto. Nel frattempo, le fototrappole continuano a raccogliere immagini che vengono periodicamente controllate dai Carabinieri forestali.
L’obiettivo degli accertamenti è identificare la tipologia dell’animale responsabile dell’attacco, verificando attraverso elementi scientifici se si sia trattato effettivamente di un lupo oppure se debba essere presa in considerazione l’ipotesi di un cane.
In attesa degli esiti dell’Istituto zooprofilattico di Arezzo, il monitoraggio sul territorio resta quindi attivo. Qualora si arrivasse alla cattura dell’esemplare, la destinazione prevista non sarà l’area dei Monti Sibillini inizialmente considerata, ma l’Area faunistica del Lupo Appenninico di Pretoro, nel Parco della Maiella, individuata in relazione alla disponibilità di strumenti adeguati per il contenimento.

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