Misura cautelare eseguita dalla Polizia di Stato a Perugia
🚔 La Polizia di Stato esegue a Perugia una misura cautelare nei confronti di un uomo accusato di maltrattamenti in famiglia. Disposti il divieto di avvicinamento alla persona offesa con braccialetto elettronico e l’allontanamento dalla casa familiare.
Eseguita la misura cautelare disposta dal Gip
La Polizia di Stato di Perugia ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione del braccialetto elettronico e dell’allontanamento dalla casa familiare nei confronti di un uomo, classe 1978, gravato da precedenti di polizia e indagato per il reato di maltrattamenti in ambito familiare. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia su richiesta della Procura della Repubblica.
Le indagini avviate dopo la denuncia
L’attività investigativa ha avuto origine dalla denuncia presentata dalla persona offesa, che ha riferito di essere stata vittima, per un lungo periodo, di ripetuti episodi di minacce, aggressioni e comportamenti violenti, tali da provocarle una situazione di forte sofferenza e timore per la propria incolumità. Gli accertamenti sono stati svolti dal personale della Squadra Mobile della Questura di Perugia, che ha raccolto gli elementi investigativi successivamente trasmessi all’autorità giudiziaria.
Braccialetto elettronico per tutelare la vittima
Sulla base delle risultanze investigative, il Gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari previste dalla legge, disponendo il divieto di avvicinamento con l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo, oltre all’allontanamento dalla casa familiare. Secondo quanto evidenziato dalla Procura, la misura è finalizzata a garantire una tutela effettiva della persona offesa e a prevenire il rischio di ulteriori condotte violente.
Indagini ancora nella fase preliminare
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del processo e l’uomo deve essere considerato innocente fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.

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