Umbria Jazz Clinics: assegnate borse di studio da record

Umbria Jazz Clinics: assegnate borse di studio da record

I corsi del Berklee College cambiano il clima estivo a Perugia

Perugia, 13 07 2026 – La storica collaborazione tra il festival e il Berklee College of Music di Boston taglia il traguardo dei 41 anni di attività, confermandosi un pilastro fondamentale per l’educazione dei nuovi talenti musicali, come riferisce il comunicato di Cristiano Romano . Fondazione Umbria Jazz. Questa iniziativa didattica rappresenta uno dei contributi più significativi che la manifestazione lascia in dote alle future generazioni di artisti. Nel corso dei decenni il progetto è diventato un punto di riferimento globale per l’insegnamento accademico, offrendo a centinaia di iscritti provenienti da ogni area del pianeta la possibilità di perfezionare le proprie competenze tecniche insieme ai docenti di una istituzione musicale di assoluto prestigio. Si tratta di un investimento strategico sulla cultura e sul merito che trasforma il capoluogo umbro in una capitale internazionale della musica contemporanea. La sessione di quest’anno ha registrato l’adesione di 218 studenti in rappresentanza di 29 nazioni differenti. Oltre alla tradizionale presenza di iscritti provenienti dall’Italia e dal resto d’Europa, i registri delle lezioni hanno evidenziato una mobilitazione internazionale con partecipanti in arrivo da Stati Uniti, Brasile, Nigeria, Singapore, Thailandia, Colombia, Lettonia, Russia e Ucraina. La presenza capillare di questi giovani strumentisti modifica sensibilmente l’atmosfera cittadina ed è ormai considerata un elemento identitario della rassegna. La percezione del festival nel territorio urbano coincide temporalmente proprio con l’avvio ufficiale delle lezioni nelle aule.

L’elevato standard qualitativo espresso dagli iscritti ha trovato un riscontro concreto nell’assegnazione dei sostegni economici per il proseguimento degli studi negli Stati Uniti. I docenti hanno assegnato 72 borse di studio per un valore complessivo di 8,7 milioni di dollari. Questo dato segna un incremento di 3 milioni di dollari rispetto all’anno precedente. Le selezioni sono state particolarmente rigorose, considerando che ben 115 candidati sono riusciti a superare le fasi preliminari e ad accedere all’audizione finale. Il programma attuale ha introdotto alcune importanti innovazioni sul piano formativo e professionale.

Per la prima volta nella storia quarantennale dei corsi è stata costituita un’orchestra jazz interamente composta dagli studenti. Questa formazione si è esibita pubblicamente nei locali didattici durante la giornata conclusiva delle attività. Inoltre, grazie a un accordo strategico con il dipartimento dedicato alle tesi e ai tirocini della scuola statunitense, due studenti hanno ottenuto l’opportunità di svolgere uno stage lavorativo nel capoluogo umbro durante il mese precedente all’inizio dei seminari. Il percorso formativo è stato supportato anche da partner privati. L’intervento di UniCredit ha permesso di erogare un riconoscimento economico speciale a tre giovani promettenti, garantendo loro la copertura finanziaria per vivere l’esperienza didattica.

Il legame tra la didattica e la manifestazione risale all’edizione del 1982, anno che ha coinciso con la ripartenza del festival dopo un periodo di sospensione durato tre anni. All’epoca i primi seminari nacquero in modo estemporaneo e con una logistica provvisoria, per poi trovare un assetto organizzativo più stabile a partire dall’anno successivo. La svolta qualitativa definitiva è avvenuta tuttavia nel 1985 con l’ingresso ufficiale dell’istituto di Boston. Dalle aule della prestigiosa accademia americana sono passati artisti che hanno scritto pagine fondamentali della storia della musica come Joe Zawinul, John Scofield, Quincy Jones, Gary Burton, Bill Frisell, Miroslav Vitous, Al Di Meola e Branford Marsalis.

L’attenzione verso i musicisti emergenti si arricchisce da quest’anno di una nuova proiezione estera denominata significativamente The Jazz Bridge. Due giovani pianisti sono stati selezionati dal maestro Manuele Morbidini, componente della direzione artistica del festival, per esibirsi sul palcoscenico della rassegna svizzera Lugano Piano. L’evento elvetico è in programma dal 21 al 23 agosto ed è incentrato sui nuovi interpreti della scena artistica contemporanea. Questa partecipazione rappresenta un debutto in ambito internazionale e una occasione di maturazione professionale. I due pianisti italiani saranno inseriti nella programmazione ufficiale del festival di Lugano e dovranno sostenere un calendario intenso che prevede due concerti giornalieri della durata di trenta minuti ciascuno. Questo ritmo esecutivo ravvicinato è stato ideato appositamente per favorire l’acquisizione di esperienza sul campo e garantire una forte visibilità mediatica di fronte a una platea internazionale.

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