La fusione della Ternana è avviata: Fedeli prepara il mercato

La fusione della Ternana è avviata: Fedeli prepara il mercato

L’avvocato Fabio Giotti ha trasmesso gli atti a Roma in Figc

Le procedure burocratiche a Roma

Il percorso per la nascita della Nuova Ternana 1925 ha registrato un avanzamento ufficiale sul piano burocratico. L’avvocato Fabio Giotti ha provveduto a trasmettere l’intera documentazione necessaria all’Anagrafe federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio. L’obiettivo primario dell’operazione è l’ottenimento dell’autorizzazione formale per la fusione sportiva tra l’Orvietana e la Ternana Futsal. Si tratta di un passaggio obbligato e vincolato a precise tempistiche amministrative.

L’iter prevede che la pratica venga esaminata in prima istanza dalla Lega Nazionale Dilettanti e, successivamente, dalla Lega Calcio a Cinque. Solo dopo l’espressione dei rispettivi pareri da parte di questi due organismi, la decisione finale spetterà al presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò. La durata della valutazione dipenderà dal volume complessivo di pratiche analoghe che gli uffici romani di via Gregorio Allegri si troveranno a dover gestire nel medesimo periodo.

Il nuovo assetto societario e il vertice

In concomitanza con i tempi della burocrazia romana, la compagine societaria si prepara a ridefinire i propri equilibri interni. Per i prossimi giorni è stato pianificato un incontro strategico tra le parti interessate. Attualmente le quote dell’ateneo sono suddivise tra Unicusano, che detiene il novantotto per cento, e Francesco Emanuele Tonel, proprietario del restante due per cento.

L’accordo previsto determinerà l’ingresso formale di Franco Fedeli, il quale rileverà il sessanta per cento delle quote azionarie totali, assumendo così la guida del club in veste di prossimo presidente. Le manovre di avvicinamento hanno già registrato un contatto preliminare. Nella giornata di lunedì si è infatti svolto un colloquio telefonico tra lo stesso Franco Fedeli e il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi. Questo confronto a distanza ha anticipato il vertice a tre programmato entro la fine della settimana, finalizzato a ratificare l’operazione e a dare l’avvio ufficiale al nuovo corso sportivo.

Le strategie per la nuova squadra

Il futuro presidente Franco Fedeli ha confermato l’esistenza dei contatti con il primo cittadino Stefano Bandecchi e ha sottolineato come la priorità immediata, una volta definiti i dettagli formali del passaggio societario, sarà la costruzione immediata della rosa calcistica. Con la concomitante apertura ufficiale delle liste di trasferimento, le operazioni legate alla campagna acquisti diventano urgenti. Il futuro direttore sportivo Carlo Mammarella si è già attivato per sondare il mercato e per individuare la figura del nuovo allenatore. Tra i profili valutati con maggiore attenzione figurano i nomi di Cristian Serpini e di Cristiano Lucarelli, ma la dirigenza tiene in considerazione anche le opzioni relative a Ciro Ginestra e Paolo Cannavaro. Sul fronte dei calciatori, la strategia prevede il tentativo di trattenere alcuni elementi che facevano parte della rosa della Ternana liquidata.

I nodi principali riguardano le conferme di Stefano Pettinari, del portiere Tommaso Vitali, di Biagio Meccariello e di Mattia Proietti. Più complessa appare la situazione del difensore Marco Capuano, sul quale si registra il forte interessamento di altre due società, la Salernitana e il Pescara. Inoltre, attraverso la mediazione dell’ex direttore generale dell’Orvietana Matteo Panzetta, in costante contatto con Carlo Mammarella, si lavora al rinnovo contrattuale dell’attaccante Giammarco Caon, giunto alla scadenza del vincolo biennale con il club biancorosso.

Le contestazioni della piazza e il dibattito politico

Il progetto di fusione della Nuova Ternana 1925 non si sta sviluppando in un clima di totale consenso unanime a livello locale. Esistono infatti frange della tifoseria e dell’opinione pubblica che manifestano una netta opposizione al piano calcistico. La figura del sindaco Stefano Bandecchi si trova al centro di queste contestazioni.

La contrapposizione cittadina si manifesta attraverso diverse iniziative, che includono una raccolta di firme contrarie alla fusione promossa dai rappresentanti del Collettivo di Curva Est, a cui si contrappongono striscioni anonimi di segno opposto esposti da soggetti che si dissociano dalle posizioni del collettivo stesso. Il dibattito ha superato i confini comunali per approdare fino all’attenzione delle istituzioni politiche nazionali. In Parlamento sono state infatti presentate specifiche interrogazioni indirizzate all’Esecutivo.

Il primo cittadino Stefano Bandecchi ha replicato a queste iniziative attraverso la pubblicazione di un video sui propri canali social, evidenziando come ogni sua azione amministrativa o sportiva finisca per assumere una rilevanza mediatica e politica sul piano nazionale, lamentando il coinvolgimento diretto di tre ministri del Governo nella vicenda.

Lo scontro sulla clinica e sul nuovo stadio

Parallelamente alle vicende strettamente collegate alla nascita del club sportivo, resta aperta la complessa questione legata alla costruzione della nuova clinica privata, un’opera, scrive Il Messaggero,  strutturalmente connessa al progetto per la realizzazione del nuovo stadio cittadino. Nei giorni scorsi, la Regione Umbria aveva formalizzato la propria posizione, comunicando l’intenzione di non esprimere alcun parere ufficiale in merito fino a quando non sarà passata in giudicato la sentenza definitiva del Tribunale Amministrativo Regionale.

La reazione a questo stallo istituzionale è arrivata direttamente dalla Stadium, la società di scopo costituita appositamente per la gestione del progetto immobiliare e sportivo. I vertici della società hanno inviato una comunicazione scritta formale indirizzata ai competenti uffici della Regione Umbria. Nella nota, la Stadium ha dichiarato formalmente di essere pronta ad avviare un’azione legale per richiedere un risarcimento danni complessivo superiore ai venti milioni di euro, nell’eventualità in cui l’ente regionale persistesse nel suo atteggiamento di mancata pronuncia sul progetto.

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