Appello alla presidente Proietti: evitare conferenze stampa nelle ore più calde e tutelare anche chi ogni giorno garantisce il diritto all’informazione
di Morena Zingales
La presidente Proietti invita la popolazione alla massima prudenza nelle ore più calde della giornata. Tutti i cittadini, e in particolare le persone più fragili, sono invitati a seguire scrupolosamente le indicazioni per proteggersi dalle alte temperature. Parole sacrosante.
Ma allora sorge una domanda: perché, nonostante questi appelli, la Regione Umbria continua a convocare conferenze stampa negli orari più critici della giornata, chiedendo ai giornalisti di partecipare in presenza?
Nei prossimi giorni (1 luglio) sono previsti eventi tra le 11,30 e le 12,30. Non incontri di cinque minuti, ma appuntamenti che potrebbero protrarsi fino alle 14, proprio nel momento in cui il caldo raggiunge il suo picco. Terminati gli eventi, i giornalisti dovranno rientrare nelle rispettive redazioni affrontando le temperature più elevate.
I giornalisti sono lavoratori come tutti gli altri oppure vengono considerati persone che, per dovere professionale, devono essere presenti a qualsiasi costo? Sono forse immuni dai rischi legati al caldo estremo? Perché le raccomandazioni valgono per tutti i cittadini, ma non per chi svolge il proprio lavoro nell’informazione?
Cara presidente, lei è una donna ed è anche una mamma. Immagini, per un momento, che quei giornalisti fossero suoi figli. Li vorrebbe vedere costretti a spostarsi e a rimanere esposti al caldo nelle ore più pericolose solo perché convocati a una conferenza stampa?
La Regione ha giustamente richiamato tutti alla prudenza e ha adottato misure contro il caldo. Sarebbe quindi coerente evitare di organizzare eventi istituzionali proprio nelle fasce orarie che vengono indicate come le più rischiose. Se, malauguratamente, dovesse accadere qualcosa a uno dei partecipanti, quale messaggio darebbe un’amministrazione che da una parte invita a non esporsi al sole e dall’altra convoca incontri nelle ore più calde?
Per questo rivolgo un appello alla presidente Proietti: sospenda temporaneamente le conferenze stampa nelle ore centrali della giornata oppure le riprogrammi al mattino presto o in un altro momento, quando le temperature sono più sopportabili.
Forse è arrivato il momento di fermarsi un attimo e riflettere. Non tutte le comunicazioni richiedono necessariamente la presenza fisica dei giornalisti. Oggi esistono strumenti che consentono di informare efficacemente anche a distanza. In un periodo di caldo eccezionale, tutelare la salute di tutti dovrebbe essere la priorità, senza eccezioni.

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