Scoperto matrimonio fittizio per permesso di soggiorno

Scoperto matrimonio fittizio per permesso di soggiorno

Indagini tra Città di Castello e Perugia su presunti reati

Un presunto matrimonio celebrato esclusivamente per consentire il rilascio del permesso di soggiorno è al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia. La vicenda coinvolge un cittadino algerino di 35 anni, una donna di 25 anni residente a Città di Castello e una donna siciliana di 48 anni. Lo riporta oggi il Messaggero dell’Umbria.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, le nozze sarebbero state celebrate nell’aprile del 2021, ma l’unione non avrebbe avuto una reale finalità affettiva o familiare. Per gli inquirenti il matrimonio sarebbe stato organizzato con il solo obiettivo di consentire allo straniero, che all’epoca si trovava senza regolare permesso di soggiorno, di ottenere la permanenza legale in Italia.

L’indagine è seguita dal pubblico ministero Giulia Bobò, che ha contestato ai soggetti coinvolti l’ipotesi di simulazione del matrimonio finalizzata all’aggiramento delle norme sull’immigrazione.

Il presunto accordo economico

Stando agli atti dell’inchiesta, la giovane residente a Città di Castello avrebbe accettato di sposare il 35enne in cambio di una somma di denaro pari a 7mila euro. Il versamento sarebbe stato effettuato attraverso un conto corrente aperto presso una filiale del Monte dei Paschi di Siena nella città tifernate.

Sempre secondo la ricostruzione accusatoria, per rafforzare l’apparenza di una convivenza reale sarebbe stato preso in locazione anche un appartamento. La donna avrebbe dovuto frequentare l’abitazione in modo da rendere credibile il rapporto coniugale in caso di eventuali verifiche da parte delle autorità competenti.

Gli elementi raccolti dagli investigatori sono ora al vaglio dell’autorità giudiziaria nell’ambito del procedimento in corso.

Le accuse di maltrattamenti e minacce

L’inchiesta non riguarda soltanto il presunto matrimonio di comodo. Nella stessa vicenda emerge infatti il ruolo della donna siciliana di 48 anni, che secondo gli atti sarebbe stata legata sentimentalmente al cittadino algerino.

La donna figura come persona offesa in relazione alle ipotesi di maltrattamenti, lesioni personali e violenza privata contestate all’uomo. Tuttavia, risulta contemporaneamente indagata insieme agli altri due soggetti per la presunta simulazione del matrimonio.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 35enne avrebbe esercitato forti pressioni sulla compagna affinché individuasse una donna disponibile a contrarre il matrimonio. La richiesta sarebbe nata dall’impossibilità della stessa compagna di sposarlo, in quanto ancora legata agli effetti di una precedente unione matrimoniale.

Le contestazioni della Procura

Tra gli episodi riportati negli atti vi sarebbero anche presunte minacce rivolte alla donna. In particolare, l’accusa sostiene che l’uomo avrebbe intimidito la compagna nel tentativo di portare avanti il progetto finalizzato alla regolarizzazione della propria posizione sul territorio nazionale.

La vicenda resta ora all’esame della magistratura perugina. Saranno gli ulteriori accertamenti e il successivo iter processuale a chiarire le responsabilità dei soggetti coinvolti e a verificare la fondatezza delle accuse formulate dalla Procura.

L’inchiesta riporta l’attenzione sul fenomeno dei matrimoni simulati utilizzati per ottenere benefici legati all’immigrazione, un tema che negli ultimi anni è stato oggetto di controlli e approfondimenti da parte delle autorità giudiziarie e amministrative in diverse aree del Paese.

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