Sangraf Narni in sciopero ad oltranza per il futuro della fabbrica

Sangraf Narni in sciopero ad oltranza per il futuro della fabbrica

La forte mobilitazione di lavoratori agita la citta di Narni

La proclamazione dello stato di agitazione

La vertenza industriale nello stabilimento della ex SGL Carbon entra nella sua fase più calda e complessa. Le organizzazioni sindacali di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno proclamato unitariamente uno sciopero ad oltranza per tutti i dipendenti del sito produttivo. La drastica decisione giunge dopo la scadenza infruttuosa dei termini formali concessi alla dirigenza aziendale per sanare le pesanti criticità operative e occupazionali denunciate a più riprese dalle rappresentanze dei lavoratori.

Un declino occupazionale costante

La situazione della fabbrica umbra specializzata nella realizzazione di elettrodi di grafite riflette una parabola complessa iniziata sotto la gestione della proprietà cinese subentrata nel corso del duemilaiciotto. Nel volgere di un biennio la pianta organica dello stabilimento ha subito una vistosa contrazione passando da ottanta addetti a soli quarantacinque lavoratori attivi. Questa emorragia di personale non deriva da un piano di esuberi strutturato ma da repentine dimissioni volontarie di molti dipendenti i quali di fronte a un clima di perenne incertezza produttiva hanno preferito cercare una stabilità professionale alternativa altrove.

Il richiamo delle istituzioni territoriali

Le istituzioni locali seguono con estrema apprensione l’evolversi di una crisi che rischia di impoverire ulteriormente il tessuto industriale della provincia. Il Comune di Narni e la Regione Umbria hanno espresso una ferma posizione di sostegno alle maestranze sollecitando i vertici societari a sbloccare immediatamente lo stallo operativo. Le amministrazioni pubbliche chiedono chiarezza sul piano industriale e sulle reali intenzioni di investimento del gruppo asiatico nella conca ternana.

L’appello urgente al Governo

Di fronte al muro contro muro tra le parti sociali e la direzione aziendale le sigle sindacali hanno formalizzato un appello urgente indirizzato direttamente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo prioritario è l’immediata apertura di un tavolo di confronto nazionale che possa costringere la proprietà a esplicitare il futuro del sito e ad assumere impegni vincolanti per la salvaguardia dei livelli occupazionali rimasti. La produzione di elettrodi di grafite rappresenta un tassello strategico per l’intera filiera della siderurgia nazionale e la salvaguardia di Narni Scalo assume una rilevanza che supera i confini regionali.

Le voci dei rappresentanti sindacali

I segretari generali territoriali evidenziano la gravità dello scenario attuale. Stefano Ribelli per la Filctem Cgil di Terni sottolinea come il tempo a disposizione sia ormai esaurito e occorrano risposte industriali concrete. Simone Sassone segretario generale della Femca Cisl Umbria pone l’accento sulla necessità di un piano di rilancio trasparente che fermi la fuga delle competenze tecniche dallo stabilimento. Infine Doriana Gramaccioni per la Uiltec Uil Umbria ribadisce la compattezza assoluta dei lavoratori nel proseguire la protesta fino a quando non giungeranno garanzie scritte e una convocazione ufficiale da parte del ministero romano

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*