Il consigliere Lega accusa: a Perugia solo propaganda
Un incidente mortale riapre il caso della strada più pericolosa dell’Umbria
Un nuovo incidente mortale sulla SS 219 Pian d’Assino ha riacceso il dibattito politico in Umbria. A prendere la parola, il 18 giugno 2026, è il consigliere regionale Enrico Melasecche della Lega, che esprime cordoglio per la giovane vittima e al tempo stesso critica apertamente le dichiarazioni della presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti.
La SS 219, arteria che collega il comprensorio eugubino al resto della regione, è da anni teatro di sinistri anche fatali. Curve strette, spesso prive di visibilità, impossibilità di sorpasso e disattenzioni dei conducenti sono, secondo Melasecche, le cause strutturali di una pericolosità che si trascina da decenni.
La lettera di Proietti a Salvini e la replica di Melasecche
La presidente Proietti ha scritto al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e ai vertici di Anas, chiedendo maggiore sicurezza e il completamento dei lavori sull’arteria. Una mossa che Melasecche giudica insufficiente e, in parte, fuorviante.
Il consigliere di opposizione ricorda che nel febbraio 2023, quando guidava l’assessorato regionale alle Infrastrutture, la Giunta di centrodestra consegnò i lavori del primo stralcio Mocaiana-Pietralunga. Un investimento superiore a 108 milioni di euro, frutto di un lungo negoziato con Anas, che aveva richiesto il recupero del progetto esecutivo e il reperimento delle risorse dopo il forte aumento dei costi delle materie prime.
Non si trattò, sottolinea Melasecche, di un annuncio politico, bensì del risultato concreto di un lavoro istituzionale complesso, portato avanti senza pregiudizi ideologici e con l’obiettivo esclusivo di mettere in sicurezza una strada che aveva già causato troppe vittime.
L’accusa: chi si opponeva allora oggi reclama il completamento
Melasecche non risparmia una critica diretta a quella parte del centrosinistra che, ai tempi dell’avvio dei cantieri, si era opposta all’intervento accusando la Giunta di sprecare risorse pubbliche. Oggi, osserva il consigliere, gli stessi soggetti reclamano il completamento rapido dell’opera, mostrando una coerenza quantomeno discutibile.
Il punto politico è netto: le grandi infrastrutture pubbliche non si realizzano con lettere ministeriali o con dichiarazioni urgenti rilasciate dopo ogni tragedia. Si costruiscono attraverso accordi di programma, finanziamenti strutturati, appalti e cantieri che richiedono anni di lavoro. Chiunque conosca il funzionamento del settore, afferma Melasecche, sa che non esistono scorciatoie.
Un cantiere complesso tra gallerie, viadotti e reperti archeologici
Chi percorre la zona di Gubbio può rendersi conto direttamente della portata dell’intervento in corso. Il progetto prevede la realizzazione di quattro gallerie e quattro viadotti, opere civili di grande impegno ingegneristico pensate per eliminare i tratti più pericolosi dell’attuale tracciato.
A complicare ulteriormente il quadro, durante i lavori sono emersi reperti archeologici di significativa rilevanza, che hanno imposto rallentamenti tecnici e verifiche da parte delle autorità competenti. Si tratta di circostanze imprevedibili ma tutt’altro che infrequenti in un territorio storicamente ricco come quello umbro.
La programmazione come antidoto alla propaganda
Melasecche conclude il suo intervento rivendicando il metodo del centrodestra nella gestione delle infrastrutture strategiche regionali: studi approfonditi, priorità definite con criteri oggettivi e continuità amministrativa tra una legislatura e l’altra. Un approccio che, a suo avviso, contrasta con la superficialità dimostrata dall’attuale maggioranza, che rischia di far perdere all’Umbria opportunità decisive per il proprio sviluppo.
Il cantiere oggi aperto sulla SS 219, conclude il consigliere leghista, è il risultato diretto del lavoro svolto dalla precedente amministrazione regionale. Rivendicarne i meriti a distanza di tempo, attraverso lettere pubbliche, equivale a trasformare in propaganda ciò che altri hanno costruito con fatica e pazienza istituzionale.

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