Cresce la paura tra gli esercenti del cuore storico della città umbra
Notte di nuovo raid in via dei Cartolari
PERUGIA – L’ennesima vetrina in frantumi si aggiunge al lungo elenco di episodi che tengono sotto scacco il cuore monumentale del capoluogo umbro. Nella notte tra martedì e mercoledì, un nuovo tentativo di effrazione ha preso di mira la pizzeria Verace situata in via dei Cartolari. Si tratta dell’ultimo episodio di una scia che, secondo la denuncia degli esercenti, si allunga senza sosta tra le strade del centro storico.
Un copione che si ripete identico
I titolari del locale hanno raccontato l’accaduto con amarezza. «Qualcuno ha tentato di forzare la nostra porta d’ingresso a calci, danneggiando pesantemente la vetrina», si legge nella ricostruzione fornita dagli stessi esercenti. Il danno strutturale risulta ingente. Il bottino, al contrario, appare minimo: secondo le prime stime il malvivente sarebbe riuscito ad arraffare soltanto il fondo cassa e qualche bottiglia di vino. Una dinamica ormai consolidata. I costi per la riparazione, però, superano di gran lunga il valore di quanto sottratto.
Una scia infinita nel cuore della città
La serie di raid ha colpito in successione diverse strade del centro. Gli episodi sono avvenuti in Corso Vannucci, via Mazzini, via Ulisse Rocchi, piazza Morlacchi e via Oberdan. In tutti i casi l’autore ha agito nelle ore notturne. I commercianti della zona raccontano di un clima di crescente esasperazione. «Non è solo un danno economico – hanno aggiunto i titolari della pizzeria Verace – ma una ferita al decoro e alla sicurezza dell’intera comunità». Nonostante la vetrina danneggiata, i gestori hanno assicurato che l’attività proseguirà senza interruzioni.
Le indagini e l’identikit del malvivente
Le forze dell’ordine, scrive Cristiana Mapelli su Il Messaggero, hanno avviato accertamenti serrati. Gli investigatori stanno visionando le immagini dei sistemi di videosorveglianza sia pubblici che privati. Dalle riprese è emerso un identikit preciso. L’uomo agisce indossando un paio di jeans e una felpa nera con cappuccio sempre alzato per coprire il volto. Elemento distintivo sono numerosi tatuaggi ben visibili sulle mani. Gli inquirenti ritengono che questi particolari possano accelerare l’identificazione del responsabile. Al momento non risultano fermi né denunce a carico di persone specifiche.
Il malcontento si estende ad altri quartieri
Parallelamente ai raid del centro, cresce la preoccupazione anche nella zona di Ferro di Cavallo, tra il Raccordo e l’area dello stadio Renato Curi. Qui i residenti segnalano spaccio a cielo aperto, degrado e continui furti alle auto in sosta. Un episodio recente ha visto sparire dall’abitacolo di un’auto un cofanetto contenente preziose carte Pokémon. Un professionista che si trova spesso in città per lavoro ha raccontato di aver lasciato incustodita la collezione per pochi minuti. Al ritorno l’auto era stata aperta e il cofanetto era sparito.
Vita difficile nel quartiere Ferro di Cavallo
Una nuova residente della zona ha descritto l’ambiente come «il Bronx». La donna ha dichiarato di avere paura persino a uscire con il cane la sera. Un altro abitante ha invece difeso il quartiere definendolo sicuro e tranquillo. Le forze dell’ordine risultano comunque molto presenti. «Gli arresti sono all’ordine del giorno», ha raccontato un testimone. Nonostante ciò il senso di insicurezza non diminuisce, scrive Egle Priolo sul Il Messaggero,. Chi ha subito il furto delle carte Pokémon spera ora di poter risalire al ladro grazie alle telecamere di sorveglianza private presenti nella zona.
La reazione della comunità e la richiesta di interventi
I commercianti del centro storico chiedono maggiore tutela. La lunga scia di spaccate rappresenta un campanello d’allarme per l’intera economia del turismo e della ristorazione perugina. I titolari di Verace hanno concluso con un messaggio di fermezza: «Perugia merita rispetto, sicurezza e tutela. Noi continueremo a fare la nostra parte ogni giorno». Sul fronte investigativo non si esclude che il raid in via dei Cartolari possa essere collegato ai precedenti episodi per analogia di metodo. Gli accertamenti proseguono senza sosta.

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