Il Comitato scrive alla presidente da Orvieto
Le richieste del Cosp per il piano regionale
Il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica ha indirizzato una formale lettera aperta alla presidente della Giunta regionale dell’Umbria, Stefania Proietti, per chiedere un’inversione di rotta nelle politiche sanitarie locali. L’intervento giunge in un momento cruciale, mentre le istituzioni di Perugia si apprestano a varare il nuovo Piano Socio-Sanitario e a valutare modifiche strutturali alla legislazione vigente. Il nucleo della mobilitazione si concentra sulla necessità di preservare l’erogazione dei servizi sul territorio, garantendo una gestione partecipata che coinvolga direttamente le comunità locali. I rappresentanti civici lamentano l’assenza di un percorso strutturato di co-programmazione, segnalando che i passaggi passati sono avvenuti solo su sollecitazione diretta dei cittadini.
Il nodo delle privatizzazioni e delle liste d’attesa
Al centro delle rivendicazioni si trova il contrasto alla progressiva espansione del settore privato a scapito delle strutture pubbliche regionali. Il sodalizio fa riferimento specifico al mutamento della sede del Cidat nella zona di Orvieto, interpretato come un segnale di indebolimento del comparto statale. Nonostante i dati diffusi dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali mostrino progressi sul fronte dei tempi di attesa per esami e visite, la situazione sul campo rimane critica per la popolazione. Un potenziamento dei macchinari diagnostici e delle équipe chirurgiche viene indicato come l’unica strada percorribile per evitare che gli utenti debbano rivolgersi a strutture a pagamento, arginando lo spostamento di risorse e professionisti.
La difesa dei distretti periferici e l’assetto aziendale
I firmatari della missiva esigono la tutela dell’autonomia del Distretto sanitario di Orvieto, una battaglia sostenuta da oltre settemila firme già depositate in regione. L’ipotesi di un ampliamento geografico delle competenze desta preoccupazione per il rischio di una perdita della sede decisionale orvietana. Parallelamente, il Cosp si oppone fermamente al progetto di accorpamento delle attuali due Aziende sanitarie territoriali in un’unica Asl a valenza regionale. Secondo l’analisi dei portavoce, una centralizzazione amministrativa non genererebbe economie di scala rilevanti, ma allontanerebbe i centri decisionali dalle aree periferiche dell’Umbria, appesantendo la burocrazia. I bilanci positivi registrati nell’esercizio del 2025 dimostrerebbero l’assenza di motivazioni economiche per tale riorganizzazione.
I concorsi per i medici e le prospettive future
Sul fronte del personale, la comunità orvietana accoglie con favore l’indizione dei bandi di concorso per l’assunzione di venti dirigenti medici specialistici da destinare al presidio ospedaliero locale. Questo provvedimento risponde alle sollecitazioni di una seconda petizione che ha raccolto quasi quattordicimila adesioni sul territorio. Tuttavia, il comitato ritiene la misura non esaustiva e sollecita lo stanziamento integrale dei fondi derivanti dall’eventuale incremento dell’addizionale Irpef regionale verso la spesa sociosanitaria. La richiesta finale alla presidenza punta all’avvio immediato di un tavolo di confronto trasparente per definire i contenuti della riforma prima dell’approvazione formale dell’atto amministrativo.

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