A Perugia un nuovo incontro della rassegna culturale del TSU
Perugia, 2 maggio 2026 – La rassegna “Incontri su Carta” del Teatro Stabile dell’Umbria prosegue con un appuntamento dedicato alla figura di Dario Fo, celebrato attraverso il nuovo libro di Matthias Martelli, Il giullare ribelle. Vita apocrifa di Dario Fo, pubblicato da Baldini+Castoldi. L’incontro si terrà martedì 5 maggio alle 19.00 negli spazi della libreria POPUP di piazza Birago, a Perugia, in collaborazione con la Fondazione Fo Rame e con la partecipazione della presidente Mattea Fo.
Martelli, attore, drammaturgo e regista, collabora con il Teatro Stabile dell’Umbria dal 2021 e ha portato in scena spettacoli che hanno segnato il suo percorso artistico, da Raffaello, il figlio del vento a Eretici, il fuoco degli spiriti liberi. È atteso inoltre il debutto nazionale del suo nuovo lavoro, Lu Santo Jullàre Françesco, tratto da Fo e Rame, in programma il 22 e 23 maggio al Teatro Cucinelli di Solomeo.

La presentazione del volume rappresenta un momento di dialogo tra generazioni artistiche, un ponte tra l’eredità di Fo e la ricerca teatrale contemporanea. La presenza di Mattea Fo aggiunge un valore simbolico all’incontro, rafforzando il legame con la Fondazione che custodisce e diffonde il patrimonio culturale della coppia Fo–Rame.
Il volume di Martelli ripercorre la vita di Dario Fo a cento anni dalla nascita e dieci dalla scomparsa, restituendo la complessità di un artista che ha segnato la storia culturale italiana. Premio Nobel per la Letteratura, Fo è ricordato come un creatore instancabile, capace di attraversare teatro, politica e impegno civile con una libertà espressiva unica. Per chi vive di palcoscenico, Fo resta soprattutto un maestro generoso, che insieme a Franca Rame ha costruito un percorso irripetibile, lasciando un’impronta profonda su attori e autori delle generazioni successive. Martelli racconta di aver incontrato Fo per la prima volta da bambino, attraverso una registrazione televisiva di Mistero buffo. Quell’immagine, rimasta impressa, ha orientato la sua futura carriera. La biografia nasce proprio da questo legame emotivo e artistico: un atto di devozione e al tempo stesso un esercizio di libertà creativa, che ricostruisce l’infanzia sul Lago Maggiore, gli anni della formazione, il successo internazionale e la forza sovversiva del suo teatro. Il libro restituisce la vitalità di una tradizione teatrale che Fo ha incarnato con energia inesauribile: colta e popolare, ironica e politica, radicata nella storia ma sempre proiettata nel presente. Martelli ne rievoca la voce, la gestualità, la capacità di trasformare la scena in un luogo di libertà. Il “giullare ribelle” torna così a parlare attraverso un racconto che intreccia memoria, studio e passione.
Matthias Martelli: nato a Urbino nel 1986, ha costruito una carriera intensa, segnata da spettacoli che hanno attraversato i principali teatri italiani. Con Il Mercante di Monologhi ha superato le 300 repliche, mentre con Mistero buffo diretto da Eugenio Allegri ha calcato palcoscenici nazionali e internazionali. Ha scritto e interpretato lavori dedicati a figure storiche e artistiche, da Raffaello a Dante, fino a FRED! con la regia di Arturo Brachetti. È autore anche di conferenze d’attore, tra cui The Universal Language of Dario Fo, presentata alla Chapman University in California. Nel maggio 2026 debutterà con Lu Santo Jullàre Françesco, coprodotto dal Teatro Stabile di Torino e dal Teatro Stabile dell’Umbria, confermando un percorso che continua a intrecciare ricerca, tradizione e innovazione.
L’appuntamento rientra nella Stagione 25/26 di “Incontri su Carta”, il ciclo di eventi che il TSU organizza insieme alle librerie indipendenti POPUP, Edicola 518 e Mannaggia. La rassegna offre al pubblico l’occasione di incontrare attori, registi e autori legati al Teatro Morlacchi, questa volta nella veste di scrittori, come riporta il comunicato di Federica Cesarini , Ufficio stampa TSU. Un progetto che rafforza il dialogo tra scena e parola, valorizzando la rete culturale della città e il ruolo delle librerie come luoghi di incontro e produzione di pensiero.

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