Perugia inaugura targa in memoria di Fernanda Bellachioma
Memoria e antifascismo – Nel giorno della Liberazione, Perugia ha segnato un momento di profonda rilevanza civile con l’inaugurazione di una targa dedicata alle vittime della persecuzione fascista contro le persone LGBTQIA+. La cerimonia si è svolta presso i Giardini del Frontone, accanto al monumento ai Caduti del XX Giugno, trasformando uno spazio identitario della memoria cittadina in luogo permanente di riflessione e commemorazione.
L’iniziativa, realizzata grazie alla collaborazione tra Omphalos LGBTQIA+ e l’amministrazione comunale, restituisce alla storia collettiva la vicenda di Fernanda Bellachioma, figura emblematica della violenza istituzionale esercitata dal regime fascista contro coloro che non rientravano negli schemi normativi del sistema. Nel 1928, la cittadina perugina fu sottoposta a confino politico a causa della sua relazione con un’altra donna, rappresentando uno dei primi casi documentati in Italia di repressione legale basata sull’orientamento sessuale.
Una persecuzione rimossa dalla memoria pubblica
Per decenni la storia di Bellachioma è rimasta ai margini della narrazione storica ufficiale, simbolo di quanto le persecuzioni legate all’identità e all’orientamento sessuale fossero state sistematicamente rimosse dalla memoria collettiva. La targa odierna rappresenta un’operazione di recupero storico che riconnette questa esperienza drammatica ai principi fondativi della Repubblica e alla lotta antifascista, affermando che la difesa dei diritti delle persone LGBTQIA+ costituisce parte integrante dell’eredità democratica e costituzionale.
La cerimonia si è sviluppata con una solennità che ha visto convergere le istituzioni cittadine, regionali e provinciali. Accanto alla sindaca Vittoria Ferdinandi e all’onorevole Emma Pavanelli, erano presenti l’assessore Francesco Zuccherini, la presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa, la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi, insieme a rappresentanti di ANPI e Omphalos. I cori delle due organizzazioni hanno accompagnato la celebrazione con le note di brani dal forte significato antifascista, sottolineando il legame indissolubile tra memoria storica e impegno civile contemporaneo.
Il significato di una presa di posizione pubblica
La sindaca Ferdinandi ha enfatizzato come l’atto commemorativo non rappresenti meramente un gesto di ricordo, ma costituisca una dichiarazione esplicita e pubblica di appartenenza ai valori antifascisti e democratici. Ha ribadito che l’uguaglianza e la dignità delle persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o dalla loro identità di genere, incarnano i principi costituzionali fondamentali e che il riconoscimento di tali diritti è inseparabile dall’impegno antifascista.
L’assessore Zuccherini ha sottolineato il valore del percorso condiviso con le organizzazioni della società civile, evidenziando come la collocazione della targa nei Giardini del Frontone garantisca una visibilità permanente e costante, trasformando questo spazio in epicentro vivo di educazione civica e storica. La scelta della collocazione si inserisce inoltre in un progetto più ampio di riqualificazione del monumento al XX Giugno, destinato a rafforzare ulteriormente il ruolo culturale di questo luogo.
Roberto Mauri, segretario di Omphalos, ha ricostruito con dettaglio la persecuzione subita da Fernanda Bellachioma, connettendo la vicenda storica alle sfide contemporanee nella difesa dei diritti. Ha denunciato come discriminazioni e violenze non appartengano esclusivamente al passato, ma continuino a manifestarsi in forme talora più subdole, richiedendo quindi una vigilanza costante e un impegno permanente da parte della società civile e delle istituzioni.
La Resistenza come orizzonte ancora attuale
L’intervento della presidente dell’ANPI Patrizia Mancini ha acquisito una particolare intensità narrativa, evocando il significato profondo della Resistenza antifascista non come evento storico concluso, ma come orizzonte di valori e principi ancora vitali e urgenti. Citando i versi di Italo Calvino da “Oltre il ponte”, Mancini ha argomentato come l’impegno antifascista contemporaneo debba preservare e difendere il ponte costruito dalla generazione dei resistenti, impedendo che esso venga demolito dall’indifferenza, dall’odio o dalla rimozione della memoria storica.
L’affermazione “Essere ANPI oggi significa non permettere che quel ponte venga distrutto o dimenticato” ha condensato una visione della memoria come atto di resistenza attuale, in cui la commemrazione di vittime storiche della persecuzione diviene atto di difesa della democrazia contemporanea. Mancini ha evidenziato come memoria, diritti umani e pace costituiscano i pilastri della lotta antifascista nel presente, affermando che il contrasto a nuove forme di odio, discriminazione e indifferenza rappresenti un’estensione diretta dell’impegno storico della Resistenza.
Con il messaggio conclusivo “Ora e sempre Resistenza e umanità”, la presidente ha ribadito come la logica della commemorazione non sia nostalgica ma propositiva, orientata a rinnovare quotidianamente l’alleanza tra le generazioni attorno ai principi di dignità umana, pluralismo e solidarietà.
Un arricchimento della memoria civica collettiva
L’inaugurazione della targa rappresenta per Perugia un momento di consolidamento dell’identità civica, trasformando i Giardini del Frontone in uno spazio dove converge la molteplicità delle lotte per la libertà e i diritti umani. La presenza istituzionale trasversale, che ha unito amministrazione comunale, rappresentanti regionali e provinciali, società civile organizzata, testimonia il riconoscimento diffuso del valore civile di questa operazione di memoria.
La vicenda di Fernanda Bellachioma, restituita oggi alla visibilità pubblica, non costituisce un episodio isolato o marginale della storia fascista, ma esemplifica un sistema di oppressione strutturale che mirava a controllare e reprimere ogni forma di devianza dalle norme di genere e sessualità imposte dal regime. Il confino politico inflitto nel 1928 per una relazione consensuale tra donne rivela l’ossessione totalitaria del fascismo nel regolamentare ogni aspetto dell’esistenza individuale, negando lo spazio stesso della libertà personale e dell’amore.
Restituire memoria a queste vittime significa riconoscere che la lotta antifascista non ha riguardato soltanto le forme palesi di repressione politica e violenza contro gli oppositori ideologici, ma ha compreso anche la difesa del diritto all’autodeterminazione, all’identità sessuale e di genere. Questa prospettiva ampliata della memoria antifascista arricchisce la comprensione complessiva della dittatura fascista e delle ragioni profonde della Resistenza, rivendicando che i diritti delle persone LGBTQIA+ sono inscritti nel cuore stesso dell’eredità democratica e costituzionale.
L’impegno di Perugia nel promuovere questa commemorazione si iscrive in una dinamica più ampia di rivendicazione della memoria plurale, dove spazi pubblici diventano depositari di storie finora marginalizzate, contribuendo a costruire una narrazione storica più inclusiva e consapevole. Con questa iniziativa, la città rafforza il proprio impegno nel preservare e attualizzare i valori antifascisti, affermando che la memoria del passato costituisce fondamento indispensabile per la costruzione di un presente e di un futuro caratterizzati da piena parità, dignità e libertà per tutti.

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