
(umbriajournal.com) PERUGIA – Luciano Aviello, ex collaboratore di giustizia e ascoltato come testimone al processo perugino per l’omicidio di Meredith Kercher, è stato ascoltato di nuovo questa mattina in Corte d’assise a Firenze. Aviello è stato chiamato a testimoniare di nuovo per una questione meramente procedurale in quanto a Perugia aveva accusato suo fratello dell’omicidio, poi aveva ritrattato con i pm, oggi è tornato di nuovo indietro, accusando ancora il fratello.
Questo suo comportamento processuale gli è già costata un’accusa per calunnia. Lo stesso presidente della Corte d’assise d’appello di Firenze, Alessandro Nencini, ha ricordato come le sue dichiarazioni lo abbiano portato all’accusa di calunnia e che il processo si aprirà nel gennaio del 2014. Aviello, attualmente detenuto in carcere ad Ivrea, ha risposto alle domande spiegando anche di chiamarsi Luciano Lucia e di essere in attesa di ”un cambio di sesso”.
Nella sua dichiarazione ha detto: ”Sull’accusa a mio fratello non cambio idea, mio fratello è il colpevole, non lo sono nè Amanda né Sollecito. Tutto il resto è noia”. Secondo Aviello l’omicidio sarebbe avvenuto durante una rapina. Scettici sulle dichiarazioni tutti i legali: la stessa avvocato Giulia Bongiorno, che difende Sollecito, ha glissato un commento su Aviello, rispondendo che il giudizio si deve basare su ”prove certe”.

Commenta per primo