Ospedale veterinario comunale gratuito, IV commissione boccia proposta

Ospedale veterinario, scontro politico sulla proposta H24

Maggioranza e opposizione divise sul progetto discusso a Perugia

La IV commissione consiliare ha bocciato l’ordine del giorno presentato dalla consigliera d’opposizione Margherita Scoccia, che chiedeva la realizzazione di un Ospedale Veterinario Comunale Gratuito H24. La proposta, tornata in aula dopo una prima discussione a gennaio e successivi emendamenti, puntava alla creazione di una struttura pubblica capace di garantire cure continuative agli animali d’affezione senza famiglia, a quelli ospitati nei canili e ai casi di emergenza sul territorio, con possibilità di estendere l’accesso gratuito anche ai cittadini con redditi più bassi.

Le criticità economiche evidenziate dalla maggioranza

Pur riconoscendo l’intento solidaristico dell’iniziativa, la maggioranza ha sottolineato come il progetto presenti criticità strutturali e finanziarie difficili da superare. Il nodo principale riguarda l’impatto economico di una struttura pubblica veterinaria attiva 24 ore su 24, che richiederebbe investimenti ingenti e continui.

La consigliera del Partito Democratico Francesca Pasquino ha rimarcato come destinare risorse così rilevanti alla sanità veterinaria gratuita, in un momento in cui la sanità umana vive una fase di forte pressione, rischi di apparire una scelta poco sostenibile e difficilmente spiegabile alla cittadinanza. Un punto che ha trovato ampio consenso tra i membri della maggioranza, convinti che la priorità debba restare la tutela dei servizi essenziali rivolti alle persone.

Il nodo degli sponsor privati e delle risorse discontinue

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la previsione di cofinanziamenti da parte di fondazioni e sponsor privati, considerata una base troppo fragile per sostenere un servizio pubblico permanente. La maggioranza ha giudicato rischioso costruire un presidio sanitario su fondi non garantiti, che potrebbero venire meno nel tempo, lasciando il Comune a dover coprire integralmente i costi o, peggio, costringendolo a chiudere la struttura dopo aver creato aspettative di continuità.

Secondo Pasquino, un modello fondato su risorse incerte esporrebbe gli utenti più fragili a un doppio danno: la perdita del servizio e l’assenza di alternative, dopo aver rinunciato a soluzioni precedenti.

Le alternative ritenute più sostenibili

La maggioranza ha indicato come strada più pragmatica il rafforzamento delle strutture già esistenti, in particolare l’Ospedale Veterinario dell’Università degli Studi di Perugia, realtà consolidata e riconosciuta sul territorio. L’ipotesi suggerita è quella di ampliare l’accesso gratuito ai cittadini con ISEE più basso, evitando la creazione di un presidio parallelo che rischierebbe di duplicare funzioni e costi.

Tra le soluzioni considerate più efficaci figurano anche fondi di sostegno veterinario su base ISEE, convenzioni con cliniche private e un potenziamento dei servizi ASL dedicati ai randagi e agli animali ospitati nei canili. Strumenti che, secondo la maggioranza, risponderebbero in modo più diretto e sostenibile ai bisogni reali, senza generare squilibri nel mercato e senza impegnare risorse pubbliche sproporzionate.

Una bocciatura che apre un confronto più ampio

La proposta è stata quindi respinta, con la maggioranza che ha definito l’impianto attuale “populista e propagandistico”, ritenendo necessario lavorare su un modello più equilibrato e sostenibile. Il tema, tuttavia, resta aperto: la discussione ha evidenziato una sensibilità crescente verso il benessere animale e la necessità di garantire cure accessibili, ma anche la complessità di trovare soluzioni che non gravino eccessivamente sui bilanci pubblici.

Il confronto politico proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo dichiarato di individuare strumenti più concreti e proporzionati per sostenere le famiglie in difficoltà e migliorare la gestione del randagismo sul territorio comunale.

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